Nelle vite degli altri capita di tutto.
Capita che una sera lui torna a casa e ti lascia dopo più di un decennio insieme, senza appello, senza possibilità di replica, senza accuse e senza drammi;
Capita che ti attacchi al telefono e chiami la tua migliore amica piangendo incoerente e gridando al telefono parole senza senso;
Capita che la tua migliore amica lasci gli ospiti che ha a cena per venire da te, per passare la notte da te, per non lasciarti mai sola;
Capita che detta amica ti rapisca e ti porti lontano da tutto e da tutti, per farti svagare, per farti uscire la nebbia che hai nel cervello;
Capita che i tuoi genitori e le altre amiche che hai, ti circondino di un amore talmente fitto da non lasciar passare niente di brutto;
Capita che nonostante tutto l'amore del mondo ti sembri di soffocare, perchè il dolore è così immenso che ti travolge a ondate, e, come lo tzunami, torna ancora e ancora e ancora;
Capita che ti trovi a rinnegare gli ultimi 12 anni della tua vita da adulta, perchè quando in una conversazione vuoi dire "Anche noi, quella volta in Irlanda..." e ti blocchi alla A di anche, perchè capisci che non c'è più un noi;
Capita che anche le cose quotidiane più banali, come fare la spesa, si trasformino in un'agonia perchè mentre sei allo scaffale dei dolci e vedi il burro d'arachidi lo prendi un mano sorridendo e pensando che gli farai una sorpresa, poi ti viene in mente che non è più tuo diritto fargli sorprese, perchè lui, non è più tuo;
Capita che prendi il telefono perchè gli vuoi parlare in maniera razionale e civile, da adulti, poi ti accorgi che sei tutt'altro che calma;
Capita che lo richiami un'ora dopo piangendo e blaterando scuse a caso e piagnucolando che ti manca e che sei completamente a pezzi;
Capita che a 37 anni non sai dove andare, nè che fare nella vita;
Capita che i tuoi piani vengano bombardati da un momento all'altro;
Capita di stare talmente male che la sola persona al mondo che ti possa lenire il dolore è colui che, piangendo, ti prende il cuore a coltellate;
Capita di stare la notte sveglia a piangere sperando che lui ci ripensi, che se gli invii mentalmente tutto l'amore che provi, tornerà da te dicendo che si era sbagliato;
Capita di alzarsi la mattina senza aver dormito per giorni, senza aver mangiato da giorni, dopo aver passato la notte tra il letto e il bagno dove hai vomitato il niente, talmente stanca che ti dici che lui ha fatto bene, in fondo, a lasciare un'ameba come te;
Capita di entrare in casa vostra, la casa che avete arredato insieme, bisticciando su dove mettere il tappeto o su quanti buchi fai nel muro per appendere tutte quelle foto e di sentirti un'estranea, e di capire che la
casa è dove c'è lui, e se lui non c'è, non è più
casa;
Capita di pensare che fino a 15 giorni fa compiangevi la collega che era stata licenziata pensando fosse la peggiore cosa che ti potesse capitare e capita di pensare che invece ora ti metteresti volentieri al suo posto perchè, lei non avrà più il lavoro, ma almeno ha ancora la sua famiglia;
Capita di pensare a tutto il tempo che hai sprecato pensando che di tempo per sposarsi e metter su famiglia ce ne sarebbe stato in abbondanza, e invece ora non hai niente;
Capita di pensare che davvero a volte nella vita ci sono delle
sliding doors, dei momenti che cambiano tutto in un nanosecondo, in un modo oppure nell'altro;
Capita che a volte, il modo è quello che non ti saresti mai aspettata e che è quello sbagliato, quello che fa male, quello che cambierà tutto il resto;
Capita di pensare che nonostante il tuo orgoglio, ti metteresti in ginocchio e lo imploreresti di ripensarci, che butteresti al vento la dignità e tutto quello che fa di te una donna, se solo servisse a farlo tornare indietro;
Capita di pensare in continuazione a tutto quello che perdi, alla complicità che avete e a tutta la fatica fatta per stare insieme, e capita di pensare che è stato tutto sprecato, che la lotta non è servita a niente, che ne uscite tutti e due sconfitti;
Capita di stare a scrivere alla tastiera di un PC nel cuore della notte perchè il tuo umore è talmente nero che hai paura che sia contagioso e non vuoi macchiare nessuno, e allora ti sfoghi scrivendo lettere che non invierai mai;
Capita di pensare che in questo momento sei talmente sola e fragile che il vento potrebbe scioglierti e portarti via e capita di pensare che, se non esistessi più, in fondo non sarebbe così male;
Capita nelle vite degli altri.
Ma a volte capita nella tua e ti trovi da sola in mezzo al vuoto, senza sapere da che parte è l'uscita, consapevole solo del fardello di tutto quello che hai perso.