sabato 2 giugno 2012

Quasi Estate

L'ho sempre aspettata con l'anticipazione della bambina che ha tre mesi di vacanza davanti, anche se, finita la scuola, le vacanze si riducono drasticamente.
Quest'anno è decisamente diverso, ma il bello della Natura è che lei se ne frega.

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domenica 20 maggio 2012

Non so se il 21 dicembre finirà il mondo; so che da questo 20 maggio sembra che ci stiamo portando parecchio avanti.

sabato 19 maggio 2012

Se ti abbraccio non avere paura - Fulvio Ervas

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Andrea è un bambino normale, vivace, allegro, chiaccherone. Prima dei tre anni però qualcosa accade, è sempre meno presente, non presta attenzione, non guarda negli occhi. I genitori preoccupati lo portano da uno specialista ed il verdetto è di condanna a vita: autismo. Dopo anni di terapie e cure, dopo infiniti viaggi della speranza in tutte le parti del mondo, il babbo di Andrea, un Ligabue di Castelfranco, lo prende e lo porta con sè in un viaggio negli States, quello che tutti vorremmo fare. Un viaggio on the road senza meta, in moto, macchina, aereo, fermandosi dove và e senza tante costrizioni.
Questo è il racconto di quel viaggio, a volte toccante ma mai triste, a volte rabbioso ma mai disperato.

martedì 15 maggio 2012

Momenti

Stasera, mentre camminavo alla sinistra di Mio Prince, accompagnandolo nel suo box, il cavallo mi ha posato la testa sulla spalla - enorme, pesantissima e sudata - e ha sospirato.
Ha lasciato la testa lì per tatta la strada come per dire "è stata dura, ma anche oggi l'abbiamo portato a casa. Mi appoggio a te, sono stanco".


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domenica 13 maggio 2012

domenica 6 maggio 2012

sabato 5 maggio 2012

Slow morning

Sono a letto col pc il grembo, è mattina presto, le lunghe dormite piacevole miraggio di un'altra vita. Sono nella mia ex casetta gialla, ora azzurra e malva, non c'è niente tranne il letto e una sedia su cui è appoggiata la TV. La finestra è aperta, gli uccellini fuori gridano, non cinguettano. La dolce campagna toscana non è tanto dolce come potrebbe sembrare a prima vista.
Comunque c'è silenzio, non sento niente tranne il battito del mio cuore*.



*cit.

mercoledì 2 maggio 2012

Al galoppo!

Stasera era la quarta lezione; gli altri ci stavano ignorando, io eValentino trottavamo allegramente nel maneggio, facendo lo slalom tra gli ostacoli, cambiando di mano, variando l'andatura.
Ad un certo punto una folata di vento ci è venuta contro, ho sentito Valentino cambiare ritmo sotto di me ed iniziare a galoppare.
E io sono rimasta in sella.
Sballottata all'inizio, poi ho stretto le gambe e spostato tutto il peso sulle staffe.
Abbiamo fatto tre giri di maneggio al galoppo, senza staccare, sotto lo sguardo allibito della mia istruttrice che mi ha gridato "Al galoppo, pure?!?"
Poi ho ridotto al trotto e dopo un po', ancora gambe e via.
Di nuovo al galoppo.
E' stato come rinascere.
Non avevo un solo pensiero in testa, tranne quello di tenere la testa dritta, le gambe strette, mani e i talloni bassi.
Sono sopra ad un animale che pesa 6/7 volte me e comando io.
Da quando è crollato tutto, mi sono sentita in balìa del vento, spostata qua e là dalla volontà di altri, senza più controllo sulla mia vita.
Stasera ho guidato io.
Guido io.
Ho il controllo del cavallo, lo fermo e lo faccio ripartire, lo faccio trottare e galoppare, girare e voltare, fermare e ripartire ancora.
E' una sensazione potente e liberatoria.
Non avrei mai voluto scendere. Ho galoppato per quasi due ore, il sole era tramontato, era freddo e tirava vento, in pista eravamo rimasti in tre.
Mi sono sentita bene per la prima volta da 28 giorni.
So che tempi duri mi aspettano, so che arriveranno ancora altre legnate, so che non sono neanche ad un quarto del processo faticoso e doloroso che mi aspetta, ma stasera mi sento bene. Non ho neanche cenato, ho solo bevuto e bevuto e poi mi sono fatta una doccia e ho bevuto ancora.

Io e i benefici dell'ippoterapia, come la chiamano le stronze delle mie amiche.

martedì 1 maggio 2012

Con Lentezza #2

La lentissima e dolorosa risalita verso la superficie passa anche attraverso un pomeriggio di pioggia passato con la nipote seienne a disegnare come se fossi ancora all'asilo ed intrattenendo conversazioni del tipo "i brillantini rosa sono più belli di quelli rossi" - "Ovvio che sì, che te lo dico a fare" - "Zia, il rosa è il meglio colore che c'è in tutto il mondo?" - "Secondo me sì, gli altri colori in confronto fanno schifo" - "Fanno schifo davvero. Si mangia le patatine per merenda?" - "Direi di sì" - "Direi di sì anche io!"

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lunedì 30 aprile 2012

Con Lentezza

La lenta e faticosissima risalita verso la superficie passa anche attraverso lunghe passeggiate nella campagna di casa con la mamma, nei luoghi dove sono cresciuta. si parla del più e del meno, dei massimi sistemi, di me e di lui, di noi e del mondo. Nella campagna sperduta anche se piango non frega niente a nessuno, se cammino e piango, non c'è nessuno che mi possa vedere.
Passa anche attraverso le serate spese a farmi raccontare le favole dalla nipote quasi-seienne che reinventa Cenerentola facendola rapire e poi ricucire da un cavallo.
Se solo smettesse di piovere.

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giovedì 26 aprile 2012

La Principessa che credeva nelle favole - Marcia Grad Powers

More about La principessa che credeva nelle favole La lenta e faticosissima risalita passa anche di qua; nello sforzarsi di fare cose che prima venivano naturali come respirare, tipo, per esempio, finire un libro.
E' un regalo di una cara amica, a sua volta ricevuto in un brutto momento della sua vita.
E' una favola che spiega con semplicità e chiarezza il perchè delle cose, il perchè di certi momenti, come uscire da situazioni brutte volendo più bene a se stessi.
E' un libro bello e doloroso, non so se l'ho capito ed apprezzato fino in fondo.
Certe cose non si vogliono proprio sentire in questi momenti.

domenica 22 aprile 2012

Fun - We are young

sabato 14 aprile 2012

Il dolore è come il mare, va a onde.
Va, viene. A volte non lo senti e poi ti travolge all'improvviso e sei sott'acqua, nel buio e non respiri.
Ti aggrappi a qualcosa che senti tra le mai, ma quel qualcosa ti scivolta via, disitegrato dalla forza della corrente.
Qualcuno potrebbe salvarti, ma quacuno pensa già ad arrivare in altre spiagge.

Ti dici che passerà, che tornerai a galleggiare, che tornerà il sole, che sentirai di nuovo caldo.
Ma non ci credi.

giovedì 12 aprile 2012

Guardiamo il lato positivo:

dopo una settimana esatta senza dormire e senza mangiare, la prova costume sta per essere ampiamente superata: pancia piatta e pelle tirata.

lunedì 9 aprile 2012

Nelle vite degli altri

Nelle vite degli altri capita di tutto.
Capita che una sera lui torna a casa e ti lascia dopo più di un decennio insieme, senza appello, senza possibilità di replica, senza accuse e senza drammi;
Capita che ti attacchi al telefono e chiami la tua migliore amica piangendo incoerente e gridando al telefono parole senza senso;
Capita che la tua migliore amica lasci gli ospiti che ha a cena per venire da te, per passare la notte da te, per non lasciarti mai sola;
Capita che detta amica ti rapisca e ti porti lontano da tutto e da tutti, per farti svagare, per farti uscire la nebbia che hai nel cervello;
Capita che i tuoi genitori e le altre amiche che hai, ti circondino di un amore talmente fitto da non lasciar passare niente di brutto;
Capita che nonostante tutto l'amore del mondo ti sembri di soffocare, perchè il dolore è così immenso che ti travolge a ondate, e, come lo tzunami, torna ancora e ancora e ancora;
Capita che ti trovi a rinnegare gli ultimi 12 anni della tua vita da adulta, perchè quando in una conversazione vuoi dire "Anche noi, quella volta in Irlanda..." e ti blocchi alla A di anche, perchè capisci che non c'è più un noi;
Capita che anche le cose quotidiane più banali, come fare la spesa, si trasformino in un'agonia perchè mentre sei allo scaffale dei dolci e vedi il burro d'arachidi lo prendi un mano sorridendo e pensando che gli farai una sorpresa, poi ti viene in mente che non è più tuo diritto fargli sorprese, perchè lui, non è più tuo;
Capita che prendi il telefono perchè gli vuoi parlare in maniera razionale e civile, da adulti, poi ti accorgi che sei tutt'altro che calma;
Capita che lo richiami un'ora dopo piangendo e blaterando scuse a caso e piagnucolando che ti manca e che sei completamente a pezzi;
Capita che a 37 anni non sai dove andare, nè che fare nella vita;
Capita che i tuoi piani vengano bombardati da un momento all'altro;
Capita di stare talmente male che la sola persona al mondo che ti possa lenire il dolore è colui che, piangendo, ti prende il cuore a coltellate;
Capita di stare la notte sveglia a piangere sperando che lui ci ripensi, che se gli invii mentalmente tutto l'amore che provi, tornerà da te dicendo che si era sbagliato;
Capita di alzarsi la mattina senza aver dormito per giorni, senza aver mangiato da giorni, dopo aver passato la notte tra il letto e il bagno dove hai vomitato il niente, talmente stanca che ti dici che lui ha fatto bene, in fondo, a lasciare un'ameba come te;
Capita di entrare in casa vostra, la casa che avete arredato insieme, bisticciando su dove mettere il tappeto o su quanti buchi fai nel muro per appendere tutte quelle foto e di sentirti un'estranea, e di capire che la casa è dove c'è lui, e se lui non c'è, non è più casa;
Capita di pensare che fino a 15 giorni fa compiangevi la collega che era stata licenziata pensando fosse la peggiore cosa che ti potesse capitare e capita di pensare che invece ora ti metteresti volentieri al suo posto perchè, lei non avrà più il lavoro, ma almeno ha ancora la sua famiglia;
Capita di pensare a tutto il tempo che hai sprecato pensando che di tempo per sposarsi e metter su famiglia ce ne sarebbe stato in abbondanza, e invece ora non hai niente;
Capita di pensare che davvero a volte nella vita ci sono delle sliding doors, dei momenti che cambiano tutto in un nanosecondo, in un modo oppure nell'altro;
Capita che a volte, il modo è quello che non ti saresti mai aspettata e che è quello sbagliato, quello che fa male, quello che cambierà tutto il resto;
Capita di pensare che nonostante il tuo orgoglio, ti metteresti in ginocchio e lo imploreresti di ripensarci, che butteresti al vento la dignità e tutto quello che fa di te una donna, se solo servisse a farlo tornare indietro;
Capita di pensare in continuazione a tutto quello che perdi, alla complicità che avete e a tutta la fatica fatta per stare insieme, e capita di pensare che è stato tutto sprecato, che la lotta non è servita a niente,  che ne uscite tutti e due sconfitti;
Capita di stare a scrivere alla tastiera di un PC nel cuore della notte perchè il tuo umore è talmente nero che hai paura che sia contagioso e non vuoi macchiare nessuno, e allora ti sfoghi scrivendo lettere che non invierai mai;
Capita di pensare che in questo momento sei talmente sola e fragile che il vento potrebbe scioglierti e portarti via e capita di pensare che, se non esistessi più, in fondo non sarebbe così male;
Capita nelle vite degli altri.
Ma a volte capita nella tua e ti trovi da sola in mezzo al vuoto, senza sapere da che parte è l'uscita, consapevole solo del fardello di tutto quello che hai perso.

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