martedì 17 gennaio 2017

I Cassiopei (biografie non autorizzate)

Compratelo perché il ricavato va in beneficienza, a un gattile dove delle meravigliose volontarie cercano di salvare mici in difficoltà e darli in adozione.

lunedì 17 ottobre 2016

Tutta la luce che non vediamo - Anthony Doerr


Da quanto tempo non lggevo un libro così, da quanto tempo? Da tanto, tantissimo, troppo.
"Tutta la luce che non vediamo" di A. Doerr ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa e se lo è meritato tutto. 
E' un libro che ti trasporta in un tempo che non c'è più, direttamente nella stanza dei protagonisti, due bambini in tempo di guerra.
Due orfani dai destini molto diversi, lontani nei luoghi e nel vissuto che miracolosamente si incontraranno un solo minuto per cambiare la vita, l'uno dell'altra.
E' un racconto che mi ha tenuta sveglia fino a tarda notte e mi ha fatto piangere di dolore e sobbalzare di spavento.
E' uno di quei libri che dopo averlo letto ti senti migliore, perchè si può fare ancora qualcosa per migliorare la propria vita e per viverla in maniera dignitosa.
5 meritatissime palle.

lunedì 10 ottobre 2016

Io prima di te - Jojo Moyes

Volevo assolutamente leggere il libro prima di vedere il film.
"Io prima di te" di Jojo Moyes è scritto per far piangere, per strappare le viscere e, in ultimo, per far pensare.
Non è niente di nuovo, credetemi; di storie così ne avrete lette a decine.
Lui, triste e malato, lei bellissima e completamente pazza, che viene pagata dalla madre di lui per tirarlo su di morale.
Chiaramente si innamorano.
Lui ex manager aggressivo e bellissimo, pieno di vita e di donne costretto su una sedia a rotelle da un incidente stradale.
E lei, ragazza dei sobborghi londinesi con pochissimi soldi e un fidanzato che non la valorizza abbastanza.
Non vi dico altro, anche perchè vi immaginerete già il resto.
Eppure, nonostante la banalità, il libro mi è piaciuto e mi ha fatto riflettere.
L'argomento è difficile, spinoso e di quegli argomenti sui quali si dovrebbe sempre tacere per rispetto a chi, in quella situaizone, si trova davvero.
Capire le scelte degli altri senza essere nei loro panni è difficile, quanto è facile sparare sentenze e dire "io avrei fatto questo".
Da leggere, per ricordarci di esistere.
Quattro palle.

mercoledì 5 ottobre 2016

Harry Potter e la Maledizione dell'Erede - J.K. Rowling

Confesso: non ho resistito e l'ho letto mesi fa, quando è uscito in inglese.
Sono una potteriana della prima ora, ho atteso con ansia l'uscita di tutti i libri, presentandomi in libreria a mezzaotte e zero uno pur di non rimandare al giorno successivo la lettura.
E così ho fatto anche per questo.

Leggendo Harry Potter e la Maledizione dell'Erede si devono tenere in mente due cose:
1) gli autori sono tre, non c'è solo la magica Rowling e
2) è il testo della commedia (divisa in due parti) che gli autori hanno scritto per un teatro londinese e che se volete vedere sarà meglio che vi armiate di pazienza perchè
a) è divisa in due parti (e quindi due serate a teatro) e
b) è esaurita fino al 2025.

Tornando al libro.
Chiaramente essendo il testo di una commedia, è fatto sostanzialmente di dialoghi; ci sono le descrizioni delle scene, ma non aspettatevi la magia dei libri, perchè non c'è.
In questo caso, lo sforzo magico deve essere fatto dal lettore.
Non ci sono preparazioni, non ci sono ambientazioni, non c'è niente di niente.
Botta e risposta.
Lo sforzo deve essere grande, se si vuole apprezzare anche l'ottavo libro della saga.
Questa volta è il lettore che deve fare l'80% del lavoro, deve essere un partecipante attivo e con l'immaginazione deve riempire l'enorme vuoto che c'è.
Mi è piaciuto? Sì, Avrei preferito fosse un libro vero e proprio, anchzichè latrascrizoine dello script teatrale? Sì,
Ciononostante, lìho letto in un pomeriggio e lo rileggerei ancora.
E' un libro complesso, molto più dei precedenti, la trama è talvolta difficile da seguire, non oso immaginare come sia la commedia a teatro.
Harry Potter e i suio amici sono cresciuti, adesso i protagonisti sono i figli.
E a mio parere non deludono le aspettative. Sono piccoli maghi molto "babbani" alle prese con i problemi di oggi, con il confronto con un padre famoso e amato.
I potteriani non se lo perderanno, ma non a tutti piacerà.
5 palle. 

domenica 2 ottobre 2016

Scrivere è un mestiere pericoloso - Alice Basso

Grazie a un'amica ho conosciuto Alice Basso, una scrittrice italiana con una penna straordinaria.
La protagonista dei suoi libri è Vani Sarca, una ghostwriter di Torino intelligentissima, coltissima e super sarcastica, sempre alle prese con lo stipendio troppo piccolo e i sogni troppo grandi.
Si trova coinvolta, suo malgrado, in casi di cronaca che richiedono tutto il suo intuito e il suo coraggio e lei ci si butta dentro con un enorme senso dell'umorismo.
Se vi piaccioni i gialli "nostrani", tutti mistero e risate, adorerete i libri di Alice Basso.
Sono scorrevoli e i racconti mai prevedibili.
La trama è ben costruita e la sorpresa finale non manca mai.
Dopo il primo "scrivere è un mestiere pericolos", mi sono fumata anche il secondo "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome".
Li consiglio entrambi caldamente, vi assicuro che desidererete che Alice Basso ne avesse scritti altri 20.
Quattro palle per entrambi (quindi otto palle).

lunedì 6 giugno 2016

Big Magic - Elizabeth Gilbert


http://amzn.to/1OaLkKO

E' il libro del momento, tutte le blogger più famose lo stanne leggendo, ne stanno parlando o ne stanno scrivendo: potevo esimermi?
Non credo proprio.
Quindi, anche se i manuali di aiuto aiuto non sono il mio forte, mi sono fatta coraggio e l'ho comprato.
Il sottotitolo è un sunto del libro: Vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa.
Non c'è che dire, accattivante, ma...
L'ho già detto che i libri di auto aiuto non sono il mio genere?
Ecco, perchè al di là di qualche consiglio utile, qualche aneddoto divertente e qualche citazione rilevante, mi è sembrato una valanga di chiacchere inutili.
Stessi concetti ripetuti più e più volte, principi scontatissimi ribaditi fino alla nausea (ma lo sapete che non dovete curarvi delle opinioni altrui? Non lo sapevate? Perchè allora, ci pensa Liz a dirvelo) e un albero morto inutilmente.
Le stesse cose potevano essere dette in un quarto di libro e, scrivere il titolo dei paragrafi in grande per fare un libro più lungo, non mi pare una cosa da fare.
Ho smesso di farla in terza media, per dire.
Se ne può fare a meno, ma è scritto bene, questo lo concedo.
Tre palle.

domenica 10 aprile 2016

Va', metti una sentinella - Harper Lee





Più di quindici anni sono passati da “Il buio oltre la siepe” e torniamo a Maycomb, Alabama, con una Scout cresciuta, che si fa ora chiamare Jean Louise, che abita a New York e che torna a casa un paio di volt l’anno.
Torniamo per sapere che Jem è morto all’improvviso qualche anno prima, che zia Alexandra abita oramai in pianta stabile con Atticus e che lui, il protagonista indiscusso del primo libro, è molto diverso da quello di cui tutti si erano invaghiti.
Che l’uomo giusto, onesto, retto e profondamente cristiano, nel senso filosofico e laico del termine, è diverso da quello che avevamo visto nel primo libro.
Scopriamo che Atticus tratta con condiscendenza i neri che fino a ieri vivevano con li (perfino la mitica Calpurnia), che li considera dei bambini, non abbastanza maturi per votare o per gestire da soli le proprie vite.
Scopriamo tutto questo insieme a Scout e con lei ci indignammo e guardiamo feriti un uomo che era diventato un mito per la nostra (e precedenti) generazione.
Qualcuno che tutti noi, come Scout, avevamo messo sopra un piedistallo e pensato quasi “santo”.
Perché? Mi sono chiesta. Perché scrivere questo libro dopo “Il buio oltre la siepe” (Harper Lee lo ha finito negli anni ’50)?
Perché uccidere Atticus come lo avevamo immaginato, conosciuto e amato?
Forse per cancellare il piedistallo dalle nostre teste e renderlo uomo comune, che come tutti può sbagliare, avere torto.
Ci ho messo un po’ a digerire questo libro, lo ammetto. Non ne capivo il senso. E come Scout, anche io ero arrabbiata per come Atticus si era rivelato totalmente diverso da quello del primo libro.
Riflettendoci più a lungo però mi sono resa conto che anche questo libro, come “Il buio oltrela siepe”, parla di diversità e anche di razzismo, in un certo senso, ma in maniera diversa e più matura rispetto al primo.
Atticus è davvero così diverso rispetto al primo libro? Ascolta Scout quando lo accusa di razzismo, lo fa con calma e attenzione e nonostante gli insulti che lei gli lancia addosso, non la fa mai dubitare del suo amore e, nonostante le idee diametralmente opposte, le fa capire quanto sia fieri di lei, che lotta per le sue idee anche contro il suo “idolo” di bambina.
Atticus, ancora una volta, ma da uomo come gli altri, insegna che la diversità è ciò che rende l’uomo ricco e che la diversità va sempre difesa, ascoltata e presa in considerazione.
Di certo il libro non è all’altezza di “Il buio oltre la siepe”; è decisamente più adulto, più politico, a volte caotico e meno lineare, ma anche più umano e meno perfetto.
Tutto sommato, 4 palle.

Qui: Il buio oltre la siepe

giovedì 3 marzo 2016

Into the wild - Jon Krauker

Più riguardo a Into the Wild Confesso che è da un po' che volevo leggere questo libro, ma non mi decidevo mai perchè avevo paura che mi deludesse.
Ne sentii parlare per la prima volta subito dopo l'uscita del film di cui Sean Penn ha curato la regia, qualche anno fa.
Tutti mi dicevano che era un film bellissimo e leggendo la trama, trovai la storia molto affascinante.
Quindi mi sono decisa a leggere il libro, appena avrò occasione, guarderò anche il film.
Per scrivere  una recensione onesta, devo scindere due cose: la storia di Chris McCandless (o Alex Supertrump, come si faceva chiamare lui), dal racconto di Jon Krauker.
Partendo dalla seconda cosa, il libro è molto frammentario e per niente scorrevole; ci sono alcune interviste, ricostruzioni, ipotesi e riscontri degli ultimi anni di vita del protagonista, abbastaza faticosi da leggere e per niente avvincenti.
E poi c'è la storia vera che si intuisce dietro a tutti i capitoli frammentati e quella sì che è affascinante.
Sulla vita (e soprattutto sulla morte) di Chris McCandless, si è scritto di tutto: coloro che hanno letto il libro o visto il film, si sono sentiti in diritto di esprimere giudizi e dare pareri su un ragazzo morto più di venti anni fa che nessuno, tranne forse la sorella, ha mai davvero conosciuto.
Ma andiamo con ordine.
Chris McCandless è un ventenne americano appena diplomato; ha un piccolo fondo per proseguire gli studi, durante una cena con i genitori annuncia loro di volersi iscrivere al college, ma, prima, di voler passare l'estate a girovagare un po' per gli Stati Uniti, in autostop.
In realtà Chris regala ad un'associazione di beneficienza i suoi risparmi e, con la sua scassatissima auto, fa perdere le sue tracce, onn contattando mai più amici e parenti
Inizia la sua vita da homeless, facendo lavoretti qua e là, dormendo dove capita, ma lasciando sempre nelle persone che incontra o per le quali lavora, un'ottima impressione, l'idea di qualcuno che sa quello che sta facendo, che nella vita ha uno scopo preciso.
Chris non vuole niente di materiale, vuole godersi la vita e la natura senza obblighi verso la società consumistica.
Il suo vero scopo è di andare in Alaska e vivere nella natura, come dive lui, to go into the wild.
Negli anni successivi Chris non contatterà mai la famiglia, scriverà brevi cartoline a coloro che gli hanno regalato emozioni e finalmente riuscirà ad andare in Alaska dove, in circostanze misteriose, troverà la morte.
Dalle ricostruzioni fatte, Chris andrà in Alaska totalmente impreparato (o forse volutamente impreparato), troverà riparo in un autobus abbandonato sulla riva di un fiume in mezzo a una foresta e vivrà qualche mese di cacciagione e mangiando bacche.
Saranno quest, si crede, che lo intossicheranno e indeboliranno tanto da farlo morire di inedia.
Questo è quello che racconta l'autopsia.
Ma è andata davvero così?
In realtà Chris ha lasciato messaggi ben chiari, in un piccolo diario che teneva e scattando foto con una vecchia macchina fotografca che si era portato dietro.
L'ultimo autoscatto di Chris lo ritrae emaciato e magrissimo, probabilmente già intossicato, ma sorridente, con un biglietto in mano nel quale c'è scritto
"I have had a happy life and thank the Lord. Goodbye and may God bless all!!!"
Chris è consapevole che la morte è vicina eppure è felice, contento di aver vissuto quella vita.
La storia di Chris ha ricevuto tantissime critiche, così come il libro, così come il film.
Per tanti glorificare un ragazzino incoscente che si è avventurato nelle terre selvagge fino a morirne è una pessima idea.
Avendo letto il libro (che ripeto, non è niente di che) e dopo aver fatto ricerche su internet (si trovano tutte le foto del rullino sviluppato post mortem), devo confessare di aver trovato la storia molto affascinante.
Quello che credo è che Chris McCandless non sia affatto andato impreparato, ma che si sia lasciato trasportare dalla vita e dalla natura, che è quello che ha sempre fatto e che voleva davvero.
Quasi come un monaco, quasi come un asceta, ha rifiutato le comodità della vita moderna per vivere nella felicità assoluta, nella gioia di chi non ha niente e quindi è privo di obbligazioni verso la società.
Un uomo che ha se stesso e il mondo che lo circonda e che quindi, in fondo, ha la ricchezza assoluta.
Comunque la si pensi è una storia che non lascia indfferenti, ma che a me è piaciuta tantissimo e capisco il fascino che ha esercitato verso tutte quelle persone che, dopo averla letta, sono volate fino in Alaska per andare a visitare il bus dove Chris McCandless ha trovato la morte.

mercoledì 24 febbraio 2016

Io ci sono - Lucia Annibali

Compra Io ci sono Lo dico subito, mi è piaciuto molto.
Come mi piacciono, ultimamente, tutte le storie vere e meno i romanzi.
Ma la storia di Lucia è davvero particolare, perchè lei è una donna fuori dal comune.
Inizia con una storia d'amore (da parte sua) e di possesso (da parte dell'altro); prosegue come una storia di ossessione fino a quando un uomo rifiutato decide di fare la cosa più oscena che esista al mondo: cancellare la donna che l'ha insultato, lavare via l'insulto con l'acido.
Ed essendo il vigliacco che è, non lo fa personalmente, ma paga due sicari per farlo, i quali per 2 mila euro (sì, due mila euro) cancellano la faccia a Lucia con un acido.
Una sera, metre sta tornando a casa dalla palestra, Lucia apre la porta di casa e, come in una sequenza di un film dell'orrore,  si trova davanti un uomo incappucciato che le tira una bottiglia di liquido addosso.
Lucia capisce subito di cosa si tratti, inizia a gridare, i vicini accorrono.
Capisce anche chi sia il mandante.
Da lì in avanti, la persona che avrebbe dovuto essere cancellata, si trasforma, da donna impaurita diventa una persona forte, consapevole di sè e dell'amore che ha intorno e attraverso il dolore fisico (terribile) e le mille operazioni per salvare la vista, rinasce come una fenice dalle sue ceneri, più bella, più coraggiosa, più forte.
E così, invece che cadere nell'oblìo come avrebbe voluto il suo assassino, Lucia diventa una luce splendente, un sole che illumina la sua vita e quella di coloro che la amano.
E' un libro molto intenso, Lucia mi è stata simpatica da subito, ma soprattutto ho iniziato a nutrire per lei un'ammirazione sconfinata.
E' una di quelle persone che vorrei come migliore amica.
Brava Lucia, bellissimo libro.
Buona vita.

domenica 7 febbraio 2016

Peso - Liz Moore



Pare che Il Peso di Liz Moore sia il libro del momento e ho voluto leggerlo per tenermi al passo coi tempi.
E' la storia, quasi epostolare, di Arthur e Charlene, professore e studentessa, le cui vite si incrociano brevemente nei sei mesi durante i quali Charlene frequenta il college dove Arthur insegna.
Per motivi di famiglia Charlene è costretta ad abbandonare il college, ma rimane in contatto con Arthur tramite lettere, scritte a mano ed imbucate nella cassetta della posta (anche se siamo nell'epoca di email e sms).
I due si scrivono per anni, senza mai però confidarsi reciprocamente quello che accade davvero nelle rispettive vite.
Vite che si fanno sempre più difficili e solitarie, lettere che si fanno sempre più rare, fino ad interrompersi del tutto.
Solo dopo parecchi anni Charlene si rifarà viva con una telefonata che lascerà Arthur di stucco e che lo costringerà a fare i conti con quello che non è accaduto nella propria vita.
L'ho trovato un libro profondamente triste, molto "americano" per certi versi, con problemi sociali che al di là dell'Atlantico si fanno sempre più gravi.
Si sente però un retrogusto di speranza, l'eco di qualcosa di buono che sta per succedere.
Per tutto il libro ho sperato che succedesse, ma in realtà il racconto è un lungo prologo e finisce nel momento in cui inizia la storia vera, che è lasciata all'immaginazione del lettore.
Mi è piaciuto? Ancora non so dirlo, è uno di quei libri sui quali bisogna riflettere prima di rispondere.
Di certo si legge bene, scorre benissimo e le voci dei protagonisti sono delineate e profondamente diverse tra loro, anche nella punteggiatura.
Il  mio consiglio è di leggerlo, cercando di prenderlo come una metafora della solitudine che forse ci auto imponiamo oggi.
3 palle.

domenica 20 dicembre 2015

Intervista con il potere - Oriana Fallaci


http://www.amazon.it/gp/product/8817044350/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=23322&creativeASIN=8817044350&linkCode=as2&tag=chicksandtrip-21

Mi sto avvicinando piano piano alla Oriana Fallaci che ho per prima conosciuto, quella post 11 settembre.
Nel frattempo però mi godo una giornalista come non se ne sono mai viste, sia nella scena italiana che in quella internazionale.
Senza paura, senza peli sulla lingua, colta, intelligente e sagace, pronta a controbattere e senza timore di chi aveva davanti.
Fosse stato l'ayatollah Khomeini, il dittatore Gheddafi o una terrorista palestinese.
Memorabile l'incontro e il racconto di una intervista a Khomeini (vecchio con gli occhiacci cattivissimi) piena di peripezie in cui esplode il carattere di una donna forte che non si fa certo problemi a esprimere la sua opinione, neanche circondata da gente che la vorrebbe fare a pezzi.
Davvero delle interviste memorabili, nonho idea di come poi sia diventata quella de La Rabbia e l'Orgoglio, ma lo scoprirò presto.
Quattro palle.

mercoledì 16 dicembre 2015

I Am David - Anne Holm

http://www.amazon.it/gp/product/0749701366/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=23322&creativeASIN=0749701366&linkCode=as2&tag=chicksandtrip-21

David non lo sa, ma è uno dei bambini più sfortunati al mondo.
Rinchiuso in un campo di concentramento a un anno di vita, non ha mai conosciuto i propri genitori, non sa che esiste una vita al di fuori del campo di concentramento, non sa cosa siano la libertà e l'affetto.
Vede morire gli adulti attorno a sè giorno dopo giorno e impara presto a odiare "loro", i suoi aguzzini.
Ma una sera, uno di "loro", inaspettatamente dà a David la possibilità di scappare dal campo, ordinandogli di raggiungere un posto chiamato Danimarca.
Una brevissima finestra di tempo durante un black out e David è fuori da campo. E' una trappola? Può fidarsi davvero di quell'uomo? Perchè lo sta aiutando?
A sua insaputa, con la saggezza di un vecchio ma con gli occhi nuovi di un bimbo, David attraverserà tutta l'Europa arsa dai venti del nazi fascismo, conoscendo persone meravigliose e terribili, scegliendosi un Dio che lo aiuterà nell'impossibile ricerca di una vita normale e di un posto chiamato Danimarca.
Quattro palle.

domenica 8 novembre 2015

The Fault in Our Stars - John Green

http://www.amazon.it/gp/product/B009NWR1MQ/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=23322&creativeASIN=B009NWR1MQ&linkCode=as2&tag=chicksandtrip-21

You don't geto to choose if you get hurt in this world, old man, but you do have some say in who hurts you. I like my choices. I hope she like hers.

Mi ci voleva proprio un libro così, che mi riconciliasse con la lettura (scusa, Oriana Fallaci) e con i romanzi.

Come al solito John Green scrive una storia mai banale e molto toccante, che tratta argomenti dolorosissimi ma non è mai strappalacrime.

Hazel è una sedicenne dell'Indiana che non ha mai vissuto davvero, marchiata a fuoco da un cancro ai polmoni quando era ancora bambina.

Vive la sua vita trascinandosi dietro una bombola di ossigeno, divide il suo tempo tra una maratona tv di America Next Top Model e il gruppo di supporto per adolescenti con cancro della chiesa.

Ad uno di questi incontri ai quali partecipa solo per far contanta la madre, conosce Augustus, anche lui colpito giovanissimo dal cancro.

Un incontro che cambierà per sempre lo loro vite.

I protagonisti di The fault in our stars (in italiano Colpa delle stelle) sono due adolescenti costretti a maturare in fretta, che si misurano con cose ben più grandi di loro, con compagni che non vogliono aver a che fare con la morte così presto, con genitori che li sostengono ma che hanno a loro volta bisogno di essere sostenuti e che si sforzano, più di ogni altra cosa al mondo, di non divenire la loro malattia e di non essere ricordati solo per essa.

E' un romanzo che ha per protagonisti degli adolescenti e che probabilmente trovereste nella sezione young adult della vostra libreria di fiducia. Ma è un romanzo per ragazzi?
No, non direi. O almeno non solo.

Quattro palle su cinque. 


venerdì 25 settembre 2015

A spasso con Bob - James Bowen

http://www.amazon.it/gp/product/8868361213/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=23322&creativeASIN=8868361213&linkCode=as2&tag=chicksandtrip-21
A spasso con Bob è un libro che contiene due delle mie cose preferite: Londra e i gatti; per cui quando ho visto la copertina e ho letto la trama, non ho resistito.
E' la storia vera di James, musicista di strada londinese che sta cercando di disintossicarsi da una vita di eroina, passata a dormire sotto i ponti di Londra e che una sera, tornando a casa, trova sul suo zerbino un ammasso di pelo rossiccio, mezzo malato e chiaramente affamato.
Cerca di ignorarlo, ma il giorno dopo il micio è ancora lì.
Lo prende, lo porta dal veterinario e con gli ultimi spicci che ha in tasca gli compra le medicine che servono per rimetterlo in sesto.
Dal giorno successivo inizia a portarlo con sè quando suona per i marcciapiedi di Londra, evitando controllori, polizia e tipacci da strada.
Bob rimarrà accanto a James durante il periodo di disintossicazione, non lasciandolo un attimo e ancorandolo a terra con la sola cosa che un animale può dare e la sola cosa che serve a James in quel momento: l'amore.
Grazie al prendersi cura di un altro essere, ad assumersi la responsabilità per la vita di quancun altro, James rimetterà in sesto la propria vita, accetterà un lavoro regolare (vendendo il giornaletto Big Issue alla fermata della metro Angel) e inizierà un percorso di vita totalmente nuova.
James e Bob si salvano a vicenda.
E' una storia vera e commovente e se avete voglia, oltre a comprare e leggere il libro, cercate su youtube Bob Big Issue Cat e guardate come se la cavavano James e Bob per le strade di Londra, prima di diventare famosi.
Io mi sono innamorata!
Quattro palle.

venerdì 11 settembre 2015

La fattoria degli Animali - George Orwell

http://www.amazon.it/gp/product/880449252X/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=23322&creativeASIN=880449252X&linkCode=as2&tag=chicksandtrip-21 

La Fattoria degli animali è uno di quei libri che hanno un doppio, triplo e a volte quadruplo significato. 
E' stato usato per anni come metafora contro il comunismo, soprattutto perchè è stato scritto alla fine del 1943, quando lo spettro di Lenin era ben presente nella mente di Orwell; lo si può però applicare a tutti i totalitarismi, non solo a quelli di matrice comunista.
Leggendo il libro però mi rendo conto che centra il bersaglio più di quanto in realtà non dovrebbe: un popolo che segue ciecamente un leader, chiudendo gli occhi davanti ai suoi misfatti, dimenticando in fretta gli errori del passato trasformandoli addirittura in pregi positivi. 
Vi ricorda nessuno? 
Chiaramente è una metafora e ognuno ci legge ciò che crede; al di là della metafora però c'è stata una frase che mi ha fatto molto ridere, essendo amante dei gatti: c'è appena stata la Ribellione e gli animali si accordano nel lavorare duramente per avere delle condizioni di vita migliori di quando avevano un padrone:
Fu chiaro fin dall'inizio che ogni qualvolta c'era un lavoro da fare, il gatto si rendeva irreperibile.
Cinque palle, un libro che non può mancare nella biblioteca di nessuno. 

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails