martedì 5 gennaio 2010

L'amore a Londra e in altri luoghi - Flavio Soriga

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Letto a marzo 2009


Letterariamente parlando questo è un periodo particolarmente fortunato, visto che sto infilando una serie di libri uno più bello dell'altro.

E oggi tocca a uno che mi è stato inviato per posta appositamente per farmelo leggere, pensa che culo fortuna…

Flavio Soriga, oltre ad avere il merito di avermi amicizzato su facebook (il che denota una intelligenza ed un gusto in fatto di donne fuori dal comune – e non fate la battuta che amicizza chiunque perché oltre ad essere scontata e banale ferirebbe a morte i miei sentimenti che la pioggia ha già abbastanza martoriato), scrive anche tanto tanto bene.

Ma tanto tanto.

Non mi interessa della punteggiatura e di tutti quei cazzi e mazzi, è come se pensasse fra sé e sé delle cose e ce ne facesse partecipi e mi piace un sacco entrare nella testa di uno così.
Di qualcuno che non solo ha cose intelligenti da dire, ma le dice pure bene.
(Un po’ mi fa pensare alla Rossana Campo degli esordi.)


Comunque, questo libretto piccino piccino ci fa vedere una serie di flash, dei piccoli squarci di storie d’amore e di persone interessanti e complesse (le storie e le persone) che mi hanno incuriosito ed intrigato e lasciato con la voglia di averne ancora, di saperne di più.
Ecco, se questo libro ha un difetto è questo.
È troppo corto.
Avrei voluto che non finisse mai, invece è finito e anche troppo in fretta.
Come tutte le cose belle.



“Cammina nel gelo di marzo e non sente nemmeno la pioggia che all’inizio lo faceva impazzire, gridare, morire, e il grigio del cielo e la mancanza di stelle; gli piacciono i ristoranti di questa strada e le bandiere dell’Arsenal davanti a i pub di quartiere sempre uguali a se stessi; gli piace l’odore di cento cucine di cento paesi di quest’incrocio di caffè e ristoranti e la festa di lingue della sua scuola; gli piace salutare con un gesto della testa i controllori nei loro vecchi maglioni slabbrati, ha imparato a capire l’inglese di immigrati recenti e le maledizioni mute contro i britannici e i loro soldi sfottuti; cammina per Upper Street e sa che questo posto è tutto, è il mondo intero, divertimento e sudore, sfruttati e milionari, come migliaia d’altre strade di questa città, di tutto il Regno.”

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