martedì 4 maggio 2010

Gomorra - Roberto Saviano

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Lo avevo lì da un po'; dico la verità, non avevo il coraggio di leggerlo.
Sapevo che mi avrebbe disturbato, ma la cosa è andata oltre ogni limite.
No, non sono come quelli che dicono che senza il libro di Saviano la camorra non la conoscerebbe nessuno. Ma certo Gomorra mi ha aiutato a capire le dinamiche e i percorsi e soprattutto la portata del fenomeno. Una cosa gigantesca, abissale, che, guarda che culo, abbiamo esportato in tutto il mondo.
Il libro è una specie di Camorra for dummies, per gente che non se la vede sotto casa tutti i giorni e che quando ne sente parlare al TG dice "Tanto, fionchè si ammazzano fra di loro....".
Come facciamo tutti, ammettiamolo. O almeno, tutti nati nella parte giusta dell'Italia.
Quello che mi colpisce è questo: Roberto Saviano non ha fatto inchieste per conto proprio o svelato chissà quali segreti; per la maggior parte del libro si è limitato a prendere pezzi di processi, confessioni di pentiti, indagini delle varie DDA e a riportarli in modo che anche il più coglione potesse capire.
E dal successo che ha avuto il libro, credo che noi, coglioni che abbiamo capito, siamo in tanti.

Ad aver dato fastidio alle organizzazioni criminali è il mio lettore, non sono io. Il mio lettore è ciò che loro non vogliono, il fatto che in questo momento ne stiamo parlando, che ne hanno parlato tutti i giornali, che continuano ad uscire libri, che continuano a nascere documentari, è tutto questo che loro non vogliono, è l'attenzione su di loro, sui loro nomi, soprattutto sui loro affari.

Il prezzo pagato da Saviano per aver scritto Gomorra è la libertà di muoversi, ma non quella di pensare; anche se è sotto scorta da ormai 4 anni (e ne aveva 27 quando Gomorra è stato pubblicato) non smette di gridare contro quelli che infamano la nostra terra, che la violentano e la ammazzano senza sopsta nè rigiardo per nessuno.
Se tutti fossimo come lui, la camorra non esisterebbe.

p.s. Il titolo al libro lo dà un sermone che fu pensato (e mai pronunciato) da e per  Don Peppino Diana - ucciso dalla camorra a Casal di Principe nel 1994.

1 commento:

  1. Sottoscrivo ogni parola. La cosa che personalmente mi ha colpita di più è la descrizione imprenditoriale della camorra, forse perchè la veste violenta in qualche modo arriva alla cronaca.
    Sicuramente un libro che ti costringe a guardare l'Italia con altri occhi...

    RispondiElimina

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