martedì 14 settembre 2010

The book thief (La bambina che salvava i libri) - Markus Zusak

More about The Book Thief


Uno di quei libri che leggo una volta nella vita - una sola, perchè fanno malissimo - ma che mi porto dietro per sempre.
Uno di quei libri che quando vedo la copertina e leggo di che parla so già che mi farà piangere.
Ma lo compro lo stesso perchè in fondo sono masochista e perchè questi libri qui sono quelli che mi fanno cambiare la visione delle cose.
Che mi regalano pensieri nuovi e sensazioni forti e mi aprono gli occhi sulla mia ignoranza.

Con ordine.
La narratrice è una tipa speciale; è ironica, compassionevole, buona e piena di pietà per gli uomini che incontra e che suo malgrado è costretta a trasportare fra le briaccia. E' una che si stupisce in continuazione della razza umana, nel bene e nel male.
E' una che ride dell'immagine che gli uomini le danno e che si dispiace quando sente che hanno paura di lei. Lei non è nè buona nè cattiva.
Lei è un risultato.
Lei è la Morte.
E ci racconta questa storia bellissima in un periodo in cui suo malgrado è gli uomini le danno molto lavoro.
In all honesty (and I know I’m complaining excessively now), I was still getting over Stalin, in Russia. The so-called second revolution—the murder of his own people.
Then came Hitler.
They say that war is death’s best friend, but I must offer you a different point of view on that one. To me, war is like the new boss who expects the impossible. He stands over your shoulder repeating one thing, incessantly: “Get it done, get it done.” So you work harder. You get the job done. The boss, however, does not thank you. He asks for more.
Siamo nella Germania del 1939, a Monaco, a due passi dal Campo di Concentramento di Dachau.
Una bambina viene accompagnata dai genitori adottivi in un piccolo villaggio alle porte della città tedesca; ha visto morire il fratellino, ha incrociato lo sguardo della Morte e non si è tirata indietro.
E' la storia di come questa bambina cerca di vivere in un tempo dove essere felici non è facile, dove amare è una scommessa che si vince o si perde ogni giorno; dove gli uomini danno il meglio di sè o il peggio, dove ogni giorno si impara una lezione fondamentale e dove ogni giorno può essere l'ultimo.
Liesel cerca rifugio nei libri e nelle parole, nell'amore delle persone che l'hanno accolta ed amata come una figlia, nei sentimenti che sbocciano per Rudy, vicino di casa e migliore amico.

“How about a kiss, Saumensch?


He stood waist-deep in the water for a few moments longer before climbing out and handing her the book. His pants clung to him, and he did not stop walking. In truth, I think he was afraid. Rudy Steiner was scared of the book thief’s kiss. He must have longed for it so much. He must have loved her so incredibly hard. So hard that he would never ask for her lips again and would go to his grave without them.

La Morte ci racconta tutto, come Liesel si salva, come si salva la sua anima, come è felice di incontrarla decenni e decenni dopo quando tutto è passato, quando Liesel ha avuto una vita felice e piena e quando è riuscita a fare tesoro di tutte le lezioni che le sono state insegnate. Ci sono momenti tuttavia in cui anche la Morte distoglie lo sguardo e si stupisce della crudeltà e della bellezza e del dolore.

She leaned down and looked at his lifeless face and Liesel kissed her best friend, Rudy Steiner, soft and true on his lips. He tasted dusty and sweet. He tasted like regret in the shadows of trees and in the glow of the anarchist’s suit collection. She kissed him long and soft, and when she pulled herself away, she touched his mouth with her fingers. Her hands were trembling, her lips were fleshy, and she leaned in once more, this time losing control and misjudging it. Their teeth collided on the demolished world of Himmel Street.


She did not say goodbye. She was incapable, and after a few more minutes at his side, she was able to tear herself from the ground. It amazes me what humans can do, even when streams are flowing down their faces and they stagger on, coughing and searching, and finding.

Qui sono scoppiata a piangere.

4 commenti:

  1. ho letto il commento solo per sommi capi. Ormai mi hai troppo incuriosita e lo voglio leggere (perciò non volevo scoprire troppo).
    Su una cosa hai ragione da vendere: certi libri fanno un male cane quando li leggi, ma ti aprono anche gli occhi e permettono di vedere le cose da altre prospettive. Non se ne può fare a meno se non si vuole rimanere tutta la vita a contemplare solo il nostro piccolo mondo privato.

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  2. non ho detto molto, basta che non tu non legga le citazioni e sei a posto ;)

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  3. Letto. Avevi ragione da vendere in questo post: è bellissimo e fa un male cane!!!
    Grazie di avermelo fatto scoprire!

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  4. Sono contenta! E' libro bellissimo, di quelli che lascia il segno ;__;

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