venerdì 29 gennaio 2010

The catcher in the rye (Il giovane Holden) - J.D. Salinger

More about The Catcher in the Rye

Letto nel 2008 in versione originale.
Mi pareva il momento di rispolverare il post.

Questo è IL libro di formazione, quello che tutti gli adolescenti dovrebbero leggere (al posto di quelli di Federico Moccia).
Sono contentissima di averlo riletto da “adulta” e soprattutto di aver trovato l’edizione originale – la traduzione che avevo io era a dir poco farlocca edulcorata.
Holden è tutti noi alla sua età, ma forse anche alla mia.
Ti prende in maniera viscerale perché fa tutto d’impulso, fa quello che tutti avremmo voluto fare ai tempi della scuola (o anche più tardi, tipo ora per esempio), senza pensare alle reazioni degli altri, o a quello che pensano, o a quello che si deve fare perché la società lo vuole.
Holden è il nostro riscatto, anche quando alle tre di notte se ne va a zonzo in una Central Park mezza ghiacciata, per vedere se ci sono o no quelle cazzo di anatre.
Lo capisci in quello che dice e che pensa e come lo pensa che è una di quelle persone che va male a scuola solo perché la scuola gli è stretta, non per incapacità propria.
Lo dimostra nelle composizioni libere di inglese che è un genio.
Lo dimostra nel rapporto con quegli insegnanti che guardano al di là del risultato e lo dimostra nel rapporto con la vecchia Phoebe e con il vecchio Allie.
Sorellina adorata e unico personaggio che appare nel libro e del quale a Holden interessa l’opinione la prima, e fratellino morto di leucemia e mai dimenticato (tanto che spesso gli parla come se fosse presente) il secondo.
Un libro eccezionale, da leggere e rileggere e rileggere fino a che non ti cadono gli occhi.

Roba che puoi riempirci il diario di scuola di citazioni.
La mia preferita (sarà che mi ci ritrovo?):
I’m quite illiterate, but I read a lot.”
 Oppure:
You take somebody that cries their goddam eyes out over phonie stuff in the movies, and nine time out of ten they’re mean bastard at heart.” (Anche qui mi identifico abbastanza)
E poi, perchè quel titolo strano, intraducibile in italiano?!?
L’acchiappatore nella segale.
 
Deriva da un sonetto di Robert Burns (il poeta nazionale scozzese che Gerard Butler – Gnocco nr.2 al mondo – dovrebbe interpretare in un film, guarda te il caso), che Holden cita quando la vecchia Phoebe gli chiede che cosa gli piacerebbe e che cosa vorrebbe fare della sua vita:
I keep picturing all these little kids playing some game in this big field of rye and all. Thousands of little kids, and nobody’s around – nobody big, I mean – except me. And I'm standing on the edge of some crazy cliff. What I have to do, I have to catch everybody if they start to go over the cliff – I mean if they’re running and they don’t look where they’re going I have to come out from somewhere and catch them, That’s all I’d do all day. I’d just be the catcher in the rye and all. I know it’s crazy, but’ that’s the only thing I’d really like to be. I know it’s crazy.

giovedì 28 gennaio 2010

Romeo e Giulietta - W. Shakespeare

More about Romeo e Giulietta

Confesso: dopo aver letto la quarta nota che diceva "qui il gioco di parole è evidente!" e io non avevo neanche capito il significato del verbo ho fatto quello che feci per Macbeth - l'ho letto in italiano.
Mi piacerebbe capire i giochi di parole di Will, ma non c'arrivo.
Peccato e sgrunt sgrunt.
Però, che libro...
Quando la pulizia è nelle mani di unpaio di persone che non si lavano mai le mani, la faccenda diventa sporca.
(a qualcuno fischiano le orecchie?!)

Ha forse amato, sinora, il mio cuore? Negatelo, occhi, perchè mai sino a stanotte avevo visto la vera bellezza.

E lo so che è banale, ma la II scena del II Atto è la mia preferita. Un *wub* d'altri tempi. 

mercoledì 27 gennaio 2010

2 su 3

Per ora da Awesome Books UK sono arrivati due libri su tre; in buone condizioni come descritto, ma l'opera omnia di Jane Austin la volevo nell'edizione con la copertina figa, non questa (si, c'è Colin, ma io sono una purista del libro.... questa sembra che l'abbia comprata perchè ho visto lo sceneggiato chella BBC - che non ho visto - e che presto vedrò - non perchè mi piacciono i bonnet).
(ops, ho un calzino bucato)


martedì 26 gennaio 2010

H is for Homicide (H come Homicide) - Sue Grafton

More about H Is for Homicide

Il primo della serie che mi abbia veramente convinto.
Costruito bene e avvincente, uno di quei libri che non metti giù fino alla fine e che ti lascia la voglia di leggerne ancora - stasera attacco la K.

La svolta

Stai leggendo un libro, mettiamo un giallo, carino, scritto bene, scorre veloce, ma non ha niente di che.
Poi:
He was reckless and self-destructive, but as odd as it sounds, I knew if I'd had a brother, I'd have wanted him to be exactly like Jimmy Tate, not for his conduct and the dubious underlying morality, but because of his loyalty and his passionate commitment to survival. We live in a society piously concerned about the rights of criminals when their victims' lives have been trashed without any consideration of the price in pain and suffering. With Jimmy Tate in charge, believe me, justice was served. There simply wasn't much attention paid to the technicalities involved. H is for Homicide - Sue Grafton

Poi arriva un personaggio così e all'improvviso vuoi leggere di lui, vuoi che appaia ancora, vuoi dettagli sulla sua vita, vuoi sapere.
E il libro prende il volo.
Perchè? mi chiedo.
Perchè il personaggio è intrigante, intrinsecamente buono ma non fesso, autodistruttivo ma bellissimo, intento a servire la Giustizia, ma matto come un cavallo e con la passione per le donne e i soldi facili.
Ecco come si fa a farmi venire la voglia di divorare un libro.

lunedì 25 gennaio 2010

domenica 24 gennaio 2010

The Bronze Horseman - P. Simons

Good-bye, my moonsong and my breath, my white nights and golden days, my fresh water and my fire.
Good-bye, and may you find a better life, find comfort again and your breathless smile, and when your beloved face lights up once more at the Western sunrise, be sure what I felt for you was not in vain. Good-bye, and have faith, my Tatiana.


(è tutta colpa di Ste che mi fa venire in mente 'ste citazioni tristi)

G is for Gumshoe (G come Guai) - Sue Grafton

More about G Is for Gumshoe

Ho un problema principale con Kinsey Millhone: non sopporto che i romanzi sono ambientati così lontano nel passato; abituata come sono a CSI ed a Eve Dallas, per me in una investigazione è tutto un cercare prove, un confrontare analisi ecc... invece lei è un'investigatrice vecchio stampo (ma tanto vecchio); per dire che scrive i report su una macchina da scrivere portatile.
Ma visto che ho letto che tutta la serie è ambientata negli anni '80 e che la lettera "Z" finirà con il quarantesimo compleanno di Kinsey (1990), credo di dovermi mettere l'anima in pace (anche perchè un paio d'anni fa comprai su eBay tutti i libri fino alla S, per cui ora leggo e zitta).
Detto questo la serie mi piace molto, Kinsey è una metodica, un po' ossessiva in certe cose (mi ricorda qualcuno in effetti) - quando azzanna non molla mai l'osso, anche a rischio di rimetterci le penne.
In questa puntata ho dato solo 3 palle su 5 perchè c'è una premessa di circa 300 pagine e poi tutto che si risolve nelle ultime 5; ecco, questo mi disturba un po'... preferirei un bel (come si dice...) crescendo!
E poi, diciamocelo, un pizzico di romance non ci starebbe male nella vita di questa tostissima single incallita! se il vicino di casa avesse 40 anni di meno forse ci scapperebbe anche qualcosa.
Comunque il nuovo appartamentino mi piace tanto tanto...

Un'altra cosa: la Grafton ha la mania di mettere delle descrizioni lunghissime dei luoghi dove si svolge l'azione - o anche dei luoghi dove l'azione non si svolge - tipo luoghi di passaggio, dove Kinsey guida in macchina per un secondo.
Ecco, oltre ad essere inutili ai fini del libro (o forse utili perchè allungano il brodo), sono anche molto noiosi e tolgono ritmo alla narrazione.
Diciamocelo Sue, non è che tu sua Karen Blixen.

giovedì 21 gennaio 2010

La domanda sorge spontanea

Per quanto tempo riuscirò a rimanere accanto a tali decerebrati senza diventare ebete a mia volta?

Stamani
M.C. - Secondo te a quale specialista potrei rivolgermi per i miei problemi?
Io - Uno psichiatra.
M.C. - Mhh... a me gli psichiatri non piacciono!
Io - Non ho dubbi.  ....

lunedì 18 gennaio 2010

This charming man - Marian Keyes




Unespected.

Ecco, questo libro è stato totalmente inaspettato; nel senso buono, nel senso che l'avevo preso perchè l'autrice è super pubblicizzata oltre manica, non puoi entrare in una libreria senza che ci siano decine dei suoi libri sparsi in giro; credevo che fosse una che scrive chick lit divertente, non impegnativa, leggera.
E invece.
Questa storia parla di quattro donne, ognuna delle quali non solo ha il proprio capitolo, ma un carattere diverso (di stampa intendo, una ha il comic, l'altra il times ecc...) ed anche un diverso stile di scrittura; una sotto forma di diario, senza soggetti, con i verbi all'infinito, dialoghi scarni e diretti (che all'inizio è stata la più difficile da leggere, ma in fondo anche la più nuova e divertente); una in prima persona, una in terza e così via.
Raccontando le loro storie, legate fra loro da questo charming man, però affronta argomenti difficilissimi come l'alcolismo o la violenza sulle donne o l'autolesionismo, lo fa con crudezza a volte ma senza appesantire troppo il libro; ogni tanto - separata da ogni capitolo - ci sono delle scene che raccontano una storia diversa dalle precedenti, ma che in qualche modo si capisce legata ad una delle protagoniste. Scene di solo due o tre frasi, ma che fanno venire la pelle d'oca.
Ecco, in questo la scrittura mi ha totalmente conquistata; per farti odiare un personaggio che non conosci, che non riconsci con una frase sola, bisogna essere brave.
Alla fine tutto si dipana, tutto si chiarisce e c'è pure il lieto fine tanto agognato che, fino all'ultimissimo secondo, disperavo di poter vedere.
(Perchè comunque la metti, il bene deve vincere)

Mi sa che mi compro qualcos'altro della Keyes, devo capire meglio tutto questo successo.
E ed infine grazie alla nuova votazione di anobii, si becca 4 palle su 5.

Frustrazioni

Hai presente quando stai per finire un libro, le cose non stanno andando affatto bene, anzi, è l'opposto di come lo avevi pensato, la storia sta andando di male in peggio e speri, speri che nelle ultime dieci pagine si risolva tutto perchè non può, semplicemente non può finire così... ma all'improvviso si è fatto tardi, devi andare per forza a lavoro e scopri che quelle dieci pagine devono aspettare lì, ferme e chiuse per altre 5 ore?
Ecco.

domenica 17 gennaio 2010

Seven Up - J. Evanovich

 Back in the days when I was auditioning for princess I had the occasional run-in with the bad kid in the neighborhood. He was two years older than me. His name was Joe Morelli. And he was trouble.
 I'm still having those run-ins with Morelli. And he's still trouble… but now he's the kind of trouble a woman likes.
 He's a cop and his gun is bigger than mine and he doesn't keep it in a cookie jar.
 He proposed to me a couple weeks ago during a libido attack. He unsnapped my jeans, hooked a finger into the waistband, and pulled me to him. "About that proposal, Cupcake…" he said.
 "Which proposal are we talking about?"
 "The marriage proposal."
 "Are you serious?"
 "I'm a desperate man."
 That was obvious.
 Truth is, I was desperate, too. I was starting to have romantic thoughts about my electric toothbrush. Problem was, I just didn't know if I was ready for marriage. Marriage is scary stuff. You have to share a bathroom. What's with that? And what about fantasies? Suppose the intergalactic princess resurfaces and I need to set off on a mission?
 Morelli shook his head. "You're thinking again."
 "There's a lot to consider."
 "Let me hit the high points for you… wedding cake, oral sex, plus you can have my credit card."
 "I like the wedding cake part."
 "You like the other parts, too," Morelli said.
 "I need time to think."
 "Sure," Morelli said, "take all the time you need. How about thinking upstairs in the bedroom."
 His finger was still hooked into my jeans and it was getting warm down there. I inadvertently glanced at the stairs.
 Morelli grinned and pulled me closer. "Thinking about the wedding cake?"
 "No," I said. "And I'm not thinking about the credit card, either."

Sforzi del sabato pomeriggio


(All rights reserved)

sabato 16 gennaio 2010

I programmi di oggi

A parte pulire il tugurio dove mi trovo attualmente, oggi giorno dedicato all'arte culinaria; se non va a fuoco niente, posterò foto relative.
Good luck to me.

martedì 12 gennaio 2010

Oldies

Un commento di Roberta al mio post precedente, mi ha fatto venire in mente che nella mia città c'è ancora un calzolaio; si trova in centro, ma è un po' defilato, in una di queste vecchie botteche con la porta di legno e vetro, un po' instabile, che sbatte in continuazione.
E il bello è che in bottega il calzolaio (non anzianissimo, sui 50/60), che è lì da sempre, ha messo un bancone e due sgabelli alti, perchè se qualche cliente si vuol sedere e fare due chiecchere mentre lui lavora, è il benvenuto.
Romanticissimo.

venerdì 8 gennaio 2010

Nella calza della befana/2


(all rights reserved)
Sono settimane che piove, non se ne può più.
Che posso fotografare se non la calza della befana?
No, ditemi voi se si può continuare così.

Nella calza della befana/1
















(all rights reserved)

giovedì 7 gennaio 2010

Frostbitten - Kelley Armstrong

More about Frostbitten

Ecco, la Hamilton secondo me avrebbe molto da imparare da Kelley Armstrong.
Scene che mi hanno tenuta incollata al pc tutto il giorno (l'ho iniziato ieri sera e finito due secondi fa), introspezione di personaggi che già conoscevo, ma angolature diverse, problemi nuovi, soluzioni intelligenti e soprattutto una protagonista che capisce al volo senza bisogno che le cose siano ripetute venti volte.
E un protagonista con cui è sempre divertente aver a che fare.
Elena & Clay, the Pack leaders.
Bello, brava, bis.

E' stato bello

finché è durato.
Oggi la vicina psicopatica ha smesso di prendere le pillole.
E stamani ha ricominciato ad urlare.

mercoledì 6 gennaio 2010

Divine Misdemeanors - Laurell K. Hamilton

More about Divine Misdemeanors


Lo dico? Lo dico: questo libro mi ha preso talmente tanto che per finirlo ho dovuto saltare le pagine; tanto non succedeva comunque niente.
Marry somigliasempre di più ad Anita Blake, e non lo intendo come un complimento.
Quello che mi stupisce sempre delle protagoniste femminili della Hamilton è quanto siano lente (per non dire di peggio): capissero mai una cosa al volo, oh! tutte le volte devono farsi spiegare le stesse cose più e più volte e con parole sempre diverse perchè proprio non c'arrivano!
Il libro fa c****e.

martedì 5 gennaio 2010

L'amore a Londra e in altri luoghi - Flavio Soriga

More about L'amore a Londra e in altri luoghi

Letto a marzo 2009


Letterariamente parlando questo è un periodo particolarmente fortunato, visto che sto infilando una serie di libri uno più bello dell'altro.

E oggi tocca a uno che mi è stato inviato per posta appositamente per farmelo leggere, pensa che culo fortuna…

Flavio Soriga, oltre ad avere il merito di avermi amicizzato su facebook (il che denota una intelligenza ed un gusto in fatto di donne fuori dal comune – e non fate la battuta che amicizza chiunque perché oltre ad essere scontata e banale ferirebbe a morte i miei sentimenti che la pioggia ha già abbastanza martoriato), scrive anche tanto tanto bene.

Ma tanto tanto.

Non mi interessa della punteggiatura e di tutti quei cazzi e mazzi, è come se pensasse fra sé e sé delle cose e ce ne facesse partecipi e mi piace un sacco entrare nella testa di uno così.
Di qualcuno che non solo ha cose intelligenti da dire, ma le dice pure bene.
(Un po’ mi fa pensare alla Rossana Campo degli esordi.)


Comunque, questo libretto piccino piccino ci fa vedere una serie di flash, dei piccoli squarci di storie d’amore e di persone interessanti e complesse (le storie e le persone) che mi hanno incuriosito ed intrigato e lasciato con la voglia di averne ancora, di saperne di più.
Ecco, se questo libro ha un difetto è questo.
È troppo corto.
Avrei voluto che non finisse mai, invece è finito e anche troppo in fretta.
Come tutte le cose belle.



“Cammina nel gelo di marzo e non sente nemmeno la pioggia che all’inizio lo faceva impazzire, gridare, morire, e il grigio del cielo e la mancanza di stelle; gli piacciono i ristoranti di questa strada e le bandiere dell’Arsenal davanti a i pub di quartiere sempre uguali a se stessi; gli piace l’odore di cento cucine di cento paesi di quest’incrocio di caffè e ristoranti e la festa di lingue della sua scuola; gli piace salutare con un gesto della testa i controllori nei loro vecchi maglioni slabbrati, ha imparato a capire l’inglese di immigrati recenti e le maledizioni mute contro i britannici e i loro soldi sfottuti; cammina per Upper Street e sa che questo posto è tutto, è il mondo intero, divertimento e sudore, sfruttati e milionari, come migliaia d’altre strade di questa città, di tutto il Regno.”

A Hollywood ending - Robyn Sysman

More about A Hollywood Ending

L'unica cosa carina che c'è in questo libro sono le strade di Londra e i modi dei britannici visti da un'attrice americana; per il resto è abbastanza innocuo, scorre via e arrivi alla fine e ti chiedi "Che è successo?!".

lunedì 4 gennaio 2010

I buoni propositi della fotografa per il nuovo anno

check here!

1) Imparerò ad usare la mia macchina fotografica - Molto utile, visto che ho letto solo l'introduzione del manuale di 500 pagine della Nikon D60.
2) Non userò il programma Auto - Non lo faccio mai, celo.
3) Non usarò il flash incorporato nella macchina - Non lo uso mai, odio il flash; celo.
4) Non sarò tentata dagli accessori (o macchina) che non ho - Qui sarà un po' più dura, ma visto il mio stipendio, non farò fatica; celo.
5) Scatterò in RAW - Ecco qui sono un pesce fuor d'acqua. Cioè, so che nella ia macchina c'è la possibilità di farlo, ma non so che cavolo sia, nè quale sia la differenza con un Jpeg. E poi  il mio PC si rifiuta di leggere i file RAW;manca.
6) Imparerò a modificare digitalmente le mie foto - Qui ho tanto da imparare, ma sono dispostissima.
7) Condividerò le mie foto sul web - Celo.
8) Accetterò critiche sul mio lavoro - Celo (basta che mi si dica anche come fare meglio)
9) Mi porrò degli obiettivi e sarò attiva nella mia carriera di fotografa - Manca.
10) Mi metterò in contatto con altri fotografi - Anche qui, mah.... manca.

domenica 3 gennaio 2010

Solo per dire

che stanotte ho sognato il Dottor Sloan.

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