sabato 27 febbraio 2010

I Heart Tea

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E come Kakuzo Okakura, l'autore del Libro del tè, che si addolorava per la rivolta delle tribù mongole nel XIII secolo non perché avesse causato morte e afflizione, ma perché aveva distrutto l'arte del tè, il più prezioso tra i frutti della cultura Song, anch'io so bene che il tè non è una bevanda qualunque. Quando diventa rituale, rappresenta tutta la capacità di vedere la grandezza nelle piccole cose. Dove si trova la bellezza? Nelle grandi cose che, come le altre, sono destinate a morire, oppure nelle piccole che, senza nessuna pretesa, sanno incastonare nell'attimo una gemma di infinito?
Il rituale del tè, quel puntuale rinnovarsi degli stessi gesti e della stessa degustazione, quell'accesso a sensazioni semplici, autentiche e raffinate, quella libertà concessa a tutti, a poco prezzo, di diventare aristocratici del gusto, perché il tè è la bevanda dei ricchi così come dei poveri, il rituale del tè, quindi, ha la straordinaria virtù di aprire una breccia di serena armonia nell'assurdità delle nostre vite. Sì, l'universo tende segretamente alla vacuità, le anime perdute rimpiangono la bellezza, l'insensatezza ci accerchia. Allora beviamo una tazza di tè.
(L'eleganza del riccio - Muriel Barbery)

venerdì 26 febbraio 2010

L'Eleganza del Riccio - Muriel Barbery

More about L'eleganza del riccio

Questo libro in ordine alfabetico è: dirompente, esagerato, fenomenale, filosofico, impertinente, ironico, irriverente, originale, sarcastico e unico.
Due donne di una genialità ed una sagacia disarmanti, due filosofe metropolitane insospettabili che si nascondono dietro la mediocrità delle menti degli altri e che ignorano l'una l'esistenza dell'altra.
Libro geniale, da leggere e rileggere.
Un 10 e lode inaspettato e graditissimo.

Nella nostra società essere povera, brutta e per giunta intelligente condanna a percorsi cupi e disillusi a cui è meglio abituarsi quanto prima. Alla bellezza si perdona tutto, persino la volgarità. E l’intelligenza non sembra più una giusta compensazione delle cose, una sorta di riequilibrio che la natura offre ai figli meno privilegiati, ma solo un superfluo gingillo che aumenta il valore del gioiello.

Io sono intellettualmente superdotata, Marguerite invece è l’asso della battuta pronta. Mi piacerebbe moltissimo essere come lei, io trovo sempre la risposta giusta cinque minuti dopo e poi mi rifaccio il dialogo da sola.

giovedì 25 febbraio 2010

Ma allora ditelo/1

L'unica cosa bella che c'è nel mio lavoro è quando mi fanno andare in quell'ufficio per due motivi:
1) esco un po' e vedo uno spicchio di cielo invece di stare ad ammuffire lì dentro con la morte cerebrale alle calcagna;
2) perchè vicino a quell'ufficio , c'è quella fermata , che è vicino a quella pasticceria lì, che fa le paste più buone del mondo e dei cappucci da morirci dietro.
Ecco, ora ci va quella nuova.
Ma vaffanculo.

mercoledì 24 febbraio 2010

The Secret life of bees - Sue Monk Kidd

More about The Secret Life of Bees

In italiano (si, c'è anche in italiano incredibile): La vita segreta delle api

Bellissimo. Bellissimo e dolcissimo. Bellissimo, dolcissimo e confortante.
Siamo nella Carolina del Sud, a metà degli anni '60; una bambina maltrattata dal padre scappa di casa con la sua acidissima badante nera per cercare tracce della madre morta.
Finisce in una fattoria gestita da tre donne di colore, che hanno i nomi dei mesi più belli dell'estate e con loro proverà a ricostrire la sua vita.
Questa più o meno è la trama, ma dentro c'è molto di più; c'è una storia d'amore e di compassione, voglia di vivere e di cambiare il proprio mondo. Personaggi indimenticabili, soprattutto August; una donna così viene da sperare che esista davvero, viene da sperare che sia mia amica e che mi presti la sua spalla quando ho voglia di piangere.
Scritto con delicatezza ma senza nascondersi dalle cose brutte della vita - la violenza, il razzismo, il peggio che un essere umano possa fare ad un suo simile.
Nonostante questo però lascia una bella sensazione dopo averlo letto, di conforto e di speranza.
10 assoluto.

This is the autumn of wonders, yet every day, every single day, I go back to that burned afternoon in August when T. Ray left. I go back to that one moment when I stood in the driveway with small rocks and clumps of dirt around my feet and looked back at the porch. And there they were. All these mothers. I have more mothers than any eight girls off the street. They are the moons shining over me.


p.s. Ho scoperto che c'è anche il film di questo libro. Il trailer lo potete vedere qui in inglese e qui in italiano, appena posso lo guardo e poi vi dico.

lunedì 22 febbraio 2010

Sezione Guide

La sezione guide della mia libreria avrà presto bisogno di un altro ripiano. -_-

domenica 21 febbraio 2010

Back and sick

Tornata da una bella gita a Verona e Mantova.
Uno dice: che hai comprato?
Una dice: due guide!
Uno dice: Verona e Mantova?
Una dice: Gran Bretagna e Valle della Loira.
???
Erano in saldo!

venerdì 19 febbraio 2010

Persuasion - Jane Austen

More about The Complete Novels of Jane Austen

Diciamocelo: lui è un grandissimo pasticcino - anche perchè me lo immagino proprio come quello dello sceneggiato della BBC -  ma Anne Elliot è veramente da tagliarsi le vene! una sfigata così era dai tempi di cenerentola che non la incontravo! ma neanche, è molto peggio! Elizabeth Bennett la prenderebbe a calci in kulo.
Però quando lui...

I can listen no longer in silence. I must speak to you by such means as are within my reach. You pierce my soul. I am half agony, half hope. Tell me not that I am too late, that such precious feelings are gone for ever. I offer myself to you again with a heart even more your own than when you almost broke it, eight years and a half ago. Dare not say that man forgets sooner than woman, that his love has an earlier death. I have loved none but you. Unjust I may have been, weak and resentful I have been, but never inconstant. You alone have brought me to Bath. For you alone, I think and plan. Have you not seen this? Can you fail to have understood my wishes? I had not waited even these ten days, could I have read your feelings, as I think you must have penetrated mine. I can hardly write. I am every instant hearing something which overpowers me. You sink your voice, but I can distinguish the tones of that voice when they would be lost on others. Too good, too excellent creature! You do us justice, indeed. You do believe that there is true attachment and constancy among men. Believe it to be most fervent, most undeviating, in 
F. W.

I must go, uncertain of my fate; but I shall return hither, or follow your party, as soon as possible. A word, a look, will be enough to decide whether I enter your father's house this evening or never.

(non c'entra niente, ma forse non tutti sanno che i genitori di Wentworth Miller lo hanno chiamato così perchè ammiratori del Capitan Wentworth...)

giovedì 18 febbraio 2010

Me Talk Pretty One Day - David Sedaris

More about Me Talk Pretty One Day

In italiano: Me Parlare Bello Un Giorno

Quest'uomo è un genio. Non me ne frega niente se gli altri suoi libri non sono all'altezza.
Quando nella vita scrivi anche un solo libro, ma lo scrivi  così, hai il diritto di essere chiamato non solo scrittore, ma genio.
Un libro ad episodi, in cui si racconta della vita di questo ragazzino americano e della sua sgarrupatissima famiglia; in cui accadono delle cose normalissime, ma raccontate con un umorismo talmente surreale che sembra di camminare su una nuvola.
Leggere è una cosa dalla quale non puoi sfuggire.

Questo è quello che viene fuori quando l'insegnante di francese chiede alla classe di di descrivere la Pasqua

"It is,” said one, “a party for the little boy of God who call his self Jesus and … oh, shit.” She faltered and her fellow countryman came to her aid.
“He call his self Jesus and then he be die one day on two … morsels of … lumber.”
The rest of the class jumped in, offering bits of information that would have given the pope an aneurysm.
“He die one day and then he go above of my head to live with your father.”
“He weared of himself the long hair and after he die, the first day he come back here for to say hello to the peoples.”
“He nice, the Jesus.”
“He make the good things, and on the Easter we be sad because somebody makes him dead today.”
Part of the problem had to do with vocabulary. Simple nouns such as cross and resurrection were beyond our grasp, let alone such complicated reflexive phrases as “to give of yourself your only begotten son.” Faced with the challenge of explaining the cornerstone of Christianity, we did what any self-respecting group of people might do. We talked about food instead.

Oppure sempre a proposito del francese:

Of all the stumbling blocks inherent in learning this language, the greatest for me is the principle that each noun has a corresponding sex that affects both its articles and its adjectives. Because it is a female and lays eggs, a chicken is masculine. Vagina is masculine as well, while the word masculinity is feminine. Forced by the grammar to take a stand one way or the other, hermaphrodite is male and indecisiveness female.
I spent months searching for some secret code before I realized that common sense has nothing to do with it. Hysteria, psychosis, torture, depression: I was told that if something is unpleasant, it's probably feminine. This encouraged me, but the theory was blown by such masculine nouns as murder, toothache, and Rollerblade. I have no problem learning the words themselves, it's the sexes that trip me up and refuse to stick.
What's the trick to remembering that a sandwich is masculine? What qualities does it share with anyone in possession of a penis? I'll tell myself that a sandwich is masculine because if left alone for a week or two, it will eventually grow a beard. This works until it's time to order and I decide that because it sometimes loses its makeup, a sandwich is undoubtedly feminine.

L'hanno anche tradotto in italiano, quindi non avete scuse.
 

Non dovrei prenderla sul personale

Sono in dirittura d'arrivo di due splendidi libri: o meglio, uno e mezzo.
L'altro è l'opera omnia di Jane Austen di cui sto finendo di leggere Persuasion.
Ecco qui lo dico e qui l'annego e non me ne vogliano Milady e Ladymac, ma io Anne Elliott la odio.
Fossi nell'assolutamente mordicchiabile Capitan Wentworth prenderei il bastone da passeggio e glielo pianterei in quella crocchietta inutile che si trascina dietro la testa - uno dei personaggi più fastidiosi e molli che la letteratura ricordi.
Fa sembrare simpatica e piena di vita Laura Palmer - quando la trovarono avvolta in un sacco della spazzatura trasparente.
Per quando finirò il libro mi inventerò altre analogie irriverenti.
Poi ho anche scoperto il libro dell'anno - non porpiro dell'anno visto che è da un po' che è fuori, ma per me è una scoperta meravigliosa.
Quando leggi per la prima volta un autore che ti piace tantissimo e che ha altri libri da leggere e di cui non hai mai sentito parlare è una goduria infinita. Libidine coi fiocchi.
E' talmente divertente che mi sto facendo venire un'ernia per non scoppiare a ridere in posti in cui, diciamocelo, più che leggere dovrei fare altro.
Com'è che ancora nessuno si è chiesto che cosa ci sia di tanto diverente in un atto di cessione di quote di SRL va al di là della mia comprensione.

martedì 16 febbraio 2010

Stanca

Sono stanca di indossare 4 maglioni alla volta, di portare il piumino, di avere la borsa piena di guanti, cappelli e sciarpe.
Sono stanca di portare scarponi, della calzamaglia e dei calzettoni - indossati contemporaneamente.
Sono stanca di prendere acqua, di avere la pelle delle mani screpolata, le unghie rotte e il naso rosso.
Sono stanca di prendere tutti i giorni il bus al posto del motorino, di stare sempre attaccata al termosifone e di scaldarmi col phon.
Sono stanca del pigiama e dello scaldasonno, sono stanca del piumone e di uscire da lavoro quando è già buio da due ore.
Sono stanca di non vedere mai il sole e solo il ghiaccio.
Sono stanca delle nubi e dei colori grigi.
Sono stanca di appendere i panni in bagno e sono stanca di essere stanca.

domenica 14 febbraio 2010

venerdì 12 febbraio 2010

Fiocchi grandi come fette di salame*

Nel giorno di apertura delle olimpiadi invernali, per solidarietà con il Canada qui fiocca che sembra di essere davvero a Vancouver; nell'attesa di imparare come si scatta con la neve, mi diletto a giocare - visto che a lavoro ho dato forfait (mi pagassero bene mi potrei anche sforzare, ma visto che non arrivo a prendere lo stipendio di un apprendista muratore, chissene - sto a casa e mi godo il pomeriggio).

 

giovedì 11 febbraio 2010

Love Rules - Freya North

More about Love Rules

Quando si dice il libro sbagliato nel momento sbagliato.
E' bellissimo,ma da metà n poi l'ho odiato (si può odiare un oggetto?!).
E' uno di quei libri in cui ad un certo punto cambia l'atmosfera, te neaccorgi da piccolissimi segnali e sai già, dentro di te, che se prosegui nella lettura faranno male, molto male.
Ma tanto tanto male.
Eppure non ti puoi fermare.
Tantissimo dolore ma poi finisce bene. Forse.
Finisce bene?
No, per i miei parametri no.
Non è un lieto fine per i miei gusti, affatto.
Una storia normalissima, fatti che possono succedere a tutti noi, in cui tutti ci ritroviamo.
Avremmo fatto le stesse scelte? Forse no. Forse.

lunedì 8 febbraio 2010

Dragonfly in Amber - Diana Gabaldon

More about Dragonfly in Amber

Non mi odiate o voi adoratrici del Red Jamie, non odiatemi se confesso che questo libro l'ho finito solo perchè avevo promesso. Non si può leggere; è noioso al di là di ogni limite e, francamente, poteva essere 400 pagine di meno.
Non fraintendete, James Alexander Malcom Mackenzie Fraser è delizioso e romantico e forte e spietato e tutto quello che noi donnine non tanto segretamente cerchiamo in un uomo, ma il libro è tedioso.
E il bello è che dopo aver letto 750 pagine, non ho risolto niente, perchè la situazione è esattamente come era a pagina 1.
Mi dovrò leggere anche i seguiti, col tempo (qualcuno ha un bignami?).

Però, confesso, che qui non c'è scappata la lacrimuccia solo perchè ero in un posto in cui non potevo.


“Claire,” he said quietly. “Tomorrow I will die. This child… is all that will be left of me - ever. I ask ye, Claire - I beg you - see it safe.”
  I stood still, vision blurring, and in that moment, I heard my heart break. It was a small, clean sound, like the snapping of a flower’s stem.
  At last I bent my head to him, the wind grieving in my ears.
  “Yes,” I whispered. “Yes. I’ll go.”
  It was nearly dark. He came behind me and held me, leaning back against him as he looked over my shoulder, out over the valley. The lights of watchfires had begun to spring up, small glowing dots in the far distance. We were silent for a long time, as the evening deepened. It was very quiet on the hill; I could hear nothing but Jamie’s even breathing, each breath a precious sound.
  “I will find you,” he whispered in my ear. “I promise. If I must endure two hundred years of purgatory, two hundred years without you - then that is my punishment, which I have earned for my crimes. For I have lied, and killed, and stolen; betrayed and broken trust. But there is the one thing that shall lie in the balance. When I shall stand before God, I shall have one thing to say, to weigh against the rest.”
  His voice dropped, nearly to a whisper, and his arms tightened around me.
  “Lord, ye gave me a rare woman, and God! I loved her well.”

domenica 7 febbraio 2010

Fiera del Cioccolato 2010 - Firenze


Flickr fav





1. Cookie cupcakes with chocolate cream, 2. a plethora, 3. where's the love?, 4. "No matter how busy you may think you are, you must find time for reading, or surrender yourself to self-chosen ignorance.", 5. Hmmm :) HBW!, 6. Cookies!, 7. P.S I love you, 8. ELVIS HORSE 2, 9. 248/365/09, 10. squint, 11. As a child we like to watch., 12. write me a letter..., 13. Pistachio with chocolate, 14. cadò | per prima cosa gli amici, 15. read my book, 16. Chablis

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1) Il 3D: partendo dal presupposto che l'ultima volta che avevo visto un film in 3D (tipo vent'anni fa a Gardaland) ero durata quanto un gatto in tangenziale (30 secondi) e poi mi ero precipitata fuori con un feroce attacco di nausea e mal di testa (ma allora c'erano ancora gli occhialini di carta blu e rossi, roba che neanche i fratelli Lumière), è andata molto meglio di quanto credessi: a parte un po' di scombussolamento i primi 5 minuti ed i doppi occhiali da portare per quasi tre ore (porto sempre le lenti a contatto, perchè una volta che mi servono davvero mi metto gli occhiali?! mistero della fede), non ho avuto nessun tipo di nausea e anzi, dopo un po' non facevo neanche più caso al 3D - ottimo;
2) Il film: a prescindere dagli aspetti tecnici il film è una favola ecologico-patriottica-salvaminoranze di guerra - cioè c'è un po' di tutto come in tutti i colossal americani, compreso il discorso alle truppe che, dopo Williamo Wallace, si mette un po' ovunque, come il parmigiano; e come al solito gli americani non ci risparmiano un po' di buonismo in salsa verde, perchè se è vero che sono gli umani ad essere i cattivi (marines in particolare), è anche vero che è un bel ragazzone americano a salvare il culo agli omoni blu.

Come direbbe Mara Maionchi: andato bene, mi sei piaciuto.

Detto ciò, mi farò anche io crescere i capelli e comincerò a portare una treccia, perchè quegli affarini bianchi all'interno per domare il motorino sono troppo utili.

venerdì 5 febbraio 2010

Lost in LOST/1

Diciamo che non c'ho capito niente, ma mi le prime due puntate sono... oh. my. lost!

The Summer Garden - P. Simons

Alexander. Here he is, before he was Tatiana’s, at the age of twenty, getting his medal of valor for bringing back Yuri Stepanov during the 1940 Winter War. Alexander is in his dress Soviet uniform, snug against his body, his stance at-ease and his hand up to his temple in teasing salute. There is a gleaming smile on his face, his eyes are carefree, his whole man-self full of breath-taking, aching youth. And yet, the war was on, and his men had already died and frozen and starved … and his mother and father were gone… and he was far away from home, and getting farther and farther, and every day was his last – one way or another, every day was his last. And yet, he smiles, he shines, he is happy.

John M. Keynes

Contro la stupidità anche gli dèi sono impotenti.
Ci vorrebbe il Signore.
Ma dovrebbe scendere Lui di persona, non mandare il Figlio; non è il momento dei bambini.

K is for Killer (K come Killer) - Sue Grafton

More about K Is for Killer

Finalmente!
Finalmente ho capito come mai questi gialli mi convincono poco: non è l'ambientazione anni '80 nè la negazione di qualsiasi nozione CSI mi abbia mai dato, ma è la totale, assoluta e completa mancanza di sentimenti.
Kinsey è carina, tosta, indipendente, ma non ha un sentimento uno. Non è coinvolgente dal punto di vista emotivo, i libri sono un po' freddi, ecco.
Però carini, si leggono in fretta e sono comodi da portare nella borsa.

lunedì 1 febbraio 2010

Fantasy in Death - J.D. Robb

More about Fantasy in Death

Non uno dei migliori, ma in questo giorno di malattia peroprio quello che ci voleva.
Un bellissimo finale - quasi strappalacrime anche se un po' scontato. Ma chissene.

Prima visione

dello sceneggiato Orgoglio e Pregiudizio della BBC; ho appena visto la prima puntata e, anche togliendo la tara dei 15 anni passati, a primo acchito, dopo aver visto solo la prima puntata il mio commento è questo:
l'attrice che fa Jane Bennet ha un collo talmente grosso che sembra abbia gli orecchioni (credo che Adriano Pappalardo sia morto di invidia).
L'unico che si salva (per ora) è Colin Mr. Darcy che mi fa venire voglia di morderlo in posti quantomento sconvenienti (per lui).

What a beautiful day

Che sarebbe anche la mia giornata ideale: a casa dal lavoro, con un libro bellissimo da leggere, freddo fuori ma con un sole pazzesco che entra dalla finestra (ottima luce per scattare in casa), tutti a lavoro e nessuno che rompe; se non fosse per il fatto che ho passato metà nottata con la testa sopra il cesso (non stavo facendo le pulizie nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo) e ora cammino a 90° (e non per motivi sessuali nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo) per i crampi al basso ventre.

Menomale che c'è Roarke.

p.s. quando ho chiamato a lavoro mi hanno informato che anche la MC è a casa malata... la Capa è sola in ufficio... piccolissime soddisfazioni, ma soddisfazioni lo stesso (tzè).

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