sabato 31 luglio 2010

I need...

Zoo di Berlino - Agosto 2009 (all rights reserved)

lunedì 26 luglio 2010

Cicero (17/54)

Mentro ero lì con la finestra aperta che fotografavo caramelle per il mio Progetto 54, ho sentito degli strani rumori in giardino.
Come se un grosso animale si stesse muovendo fra le sterpaglie siepi.
Era il mitico Cicero, il Gattone Condominiale che faceva le moine per convincermi a fotografarlo.
Non c'è voluto molto, ho ceduto quasi subito.

Spingendo la notte più in là - Mario Calabresi

Nella vana speranza di sollevarmi dall'ignoranza che mi attanaglia, ho deciso di leggere qualcosa sugli anni di piombo. Volendo evitare letture troppo politiche e volendo rimanere quanto più possibilie all'interno della verità storica (sisi, certo certo), ieri sono andata in libreria e mi sono comprata due libretti, di fazioni apparantemente opposte.
L'uno è scritto da Mario Calabresi, ora direttore de La Stampa, e figlio del Commissario Luigi Calabresi, assassinato in quegli anni da esponenti di Lotta Continua.
L'altro da Adriano Sofri, che di Lotta Continua era uno dei leader e che è stato condannato - insieme ad altri - come mandante dell'omicidio Calabresi.

Per cercare di farmi forza ho iniziato dal primo, vista la mia propensione naturale a schierarmi con le vittime.

More about Spingendo la notte più in là

Spingendo la notte più in là è un libro che ho trovato sorprendente sotto tanti punti di vista; è breve e si legge in un giorno; è scorrevole, scritto benissimo ed emana una serenità ed una forza d'animo (oltre che un'invidiabile intelligenza, sia emotiva che logica) davvero molto rare.
E' la storia di una giovanissima famiglia che suo malgrado si ritroverà al centro delle vicende politiche italiane. E' la storia di un ragazzo di 32 anni accusato di un fatto (la morte dell'anarchico Pinelli) al quale non era neanche presente; del linciaggio mediatico che subì - perchè pesce più piccolo di una procura all'improvviso alla ribalta della politica del Paese - e del crescente odio che montò contro di lui, fino al suo assassinio - sotto casa sua, mentre saliva nella 500 della moglie.
E' la storia raccontata senza amarezza di un figlio piccolissimo che vede il babbo ucciso senza un perchè, che ricorda i momenti passati insieme come fotografie sbiadite. E' la storia di una ragazza 23enne che si ritrova con due figli piccoli ed un terzo in arrivo - all'improvviso sola, a dover difendere da tutti la memoria di un marito innocente.
Quello che mi ha colpito di più - a me che praticamente non sapevo chi fosse Luigi Calabresi - è che su questo giovanissimo ragazzo si sono dette talmente tante menzogne che neanche una sentenza che lo scagionava del tutto ha mai messo a tacere le voci su di lui. Che neanche la verità storica di fatti facilmente accertabili anche via internet ha ripulito una reputazione che è stata talmente tanto infangata, che ancora oggi il figlio Mario trova scritte teppiste sui muru che dicono "Calabresi assassino".
E' un libro che va letto perchè fa parte della nostra storia, perchè la conoscenza è l'unica arma con cui combattere poteri occulti e non tanto occulti e per fare giustizia su una delle pagine più vergognose della nostra storia.
Fa tenerezza il modo in cui Calabresi e la moglie cercarono di difendere loro stessi e la giovane famiglia dalla paura che li attanagliava, dalla solitudine in cui erano stati lasciati - fino al tragico epilogo.
Ed è invece di una forza impressionante vedere questa ragazzina che riesce a crescere tre figli lontani dall'odio e dal rancore, che riesce a mantenere viva la memoria del loro padre pur facendoli sempre guardare al futuro.

Se si guarda la copertina si vede una giovane madre sorridente con tre bellissimi bambini.
La foto è allegra, la donna sorride. Basta però guardarle attentamente gli occhi per vedere la tragedia. E' chiara come una scritta sul muro.
Aveva perso il marito da circa un paio d'anni.

Leggere ora il libro di Sofri credo che sarà molto dura.

giovedì 22 luglio 2010

domenica 18 luglio 2010

Il Gioco dell'Angelo - Carlos Ruiz Zafòn

More about Il gioco dell'angelo

Dall’autore de “L’ombra del Vento” un altro romanzo dalle atmosfere profondamente noir, anche se si svolge a Barcellona.
La Barcellona cupa e fumosa degli anni Venti, dove un talentuoso giovane scrittore si misura con forze e personaggi più grandi di lui.
La sua ingenuità e profonda fede nel genere umano, lo porta a vivere un’avventura che gli sconvolgerà la vita e, forse, la mente.
Anche se la fine non mi ha convinto del tutto (fine che sarà poi l’inizio de L’Ombra del Vento), la scrittura è magistrale, bellissima, evocativa e scorrevole; il libro si legge tutto d’un fiato, sperando in un finale che riscatti sia il protagonista che il mondo intero, in mezzo ad intrecci che sono parte fantasia, parte pazzìa e parte mistero sovrannaturale.
Quello che mi è piaciuto di più è il protagonista, Daniel ed il suo rapporto con la giovanissima assistente, Isabella. I loro battibecchi valgono tutto il libro, schermaglie amorose fra menti brillantissime, che fanno ridere ma con tanto amaro in bocca.
Un libro bellissimo, da leggere prima de L’Ombra del Vento che, secondo me (sarà per il finale, ma) resta inarrivabile.


«Ci mette sempre tanto a fare colazione? Non che mi riguardi, è chiaro, ma visto che ero qui ad aspettare da quasi tre quarti d'ora ho cominciato a preoccuparmi, cioè, non sarà che gli è andato qualcosa di traverso, per una volta che incontro uno scrittore in carne e ossa, con la mia fortuna non sarebbe strano se un'oliva gli va di traverso, e lì finisce la mia carriera letteraria» mitragliò la ragazza. Mi fermai a metà della scala e la guardai con l'espressione più ostile che riuscii a trovare.
«Isabella, se vogliamo far funzionare le cose tra di noi, dovremo stabilire una serie di regole. La prima è che le domande le faccio io e tu ti limiti a rispondere. Quando non ci sono domande da parte mia, da te non verranno né risposte né discorsi spontanei. La seconda regola è che io, per fare colazione o merenda o per guardare le ragnatele, ci metto tutto il tempo che mi gira, e questo non costituisce oggetto di dibattito.»
«Non volevo offenderla. So che una digestione lenta aiuta l'ispirazione.»
«La terza regola è che il sarcasmo non lo tollero prima di mezzogiorno. D'accordo?»
«Sì, signor Martín.»
«La quarta è che non devi chiamarmi signor Martín nemmeno il giorno del mio funerale. A te sembrerò un fossile, ma a me piace credere di essere ancora giovane. Anzi, lo sono e basta.»
«Come devo chiamarla?»
«Per nome: David.»
La ragazza annuì. Aprii la porta di casa e le feci cenno di entrare. Isabella esitò un istante e s'infilò dentro con un saltino.
«Io credo che lei abbia ancora un aspetto abbastanza giovanile per la sua età, David.»
La guardai, attonito.
«Quanti anni credi che abbia?»
Isabella mi squadrò dalla testa ai piedi, valutando.
«Più o meno una trentina? Ma ben portati, eh?»
«Fammi il favore di stare zitta e di preparare una caffettiera con quell'intruglio che hai portato.»
«Dov'è la cucina?»
«Cercatela.»
Bevemmo quel delizioso caffè colombiano seduti in salotto. Isabella reggeva il suo tazzone e mi guardava di sottecchi mentre leggevo le venti pagine che mi aveva portato. Ogni volta che giravo una pagina e alzavo gli occhi mi imbattevo nel suo sguardo pieno di aspettative.
«Se resti lì a guardarmi come una civetta, ci vorrà un sacco di tempo.»
«Cosa vuole che faccia?»
«Non volevi diventare la mia assistente? E allora assistimi. Cerca qualcosa che ha bisogno di essere messo in ordine e mettilo in ordine, per esempio.»
«Dammela portandomi un'altra tazza di caffè.»
«Perché? Il racconto le fa venire sonno?»
«Che ore sono, Isabella?»
«Devono essere le dieci.»
«E questo vuol dire?»
«Niente sarcasmo fino a mezzogiorno» replicò lei.
Sorrisi trionfante e le tesi la tazza vuota. La prese e partì verso la cucina.

giovedì 15 luglio 2010

Filing away (15/54)

Tra le altre cose che ha di bello il uovo studio dove lavoro è un archivio che sarebbe bellissimo (se solo non dovessi metterci le mani tutti i giorni - un data base farebbe comodo ma non sarebbe così bello).
(all rights reserved)


Le altre scelte erano queste:




solo per dire

"Lo possiamo fare solo in caso di un'emergenza repellente..."
Ah, ecco.

lunedì 12 luglio 2010

Prima del tramonto (Before sunset)

Per colpa di questo post di Roberta, ho guadato 'sto film anche se avevo giurato che non lo avrei mai fatto. Il primo (Prima dell'alba) mi era piaciuto tantissimo; troppo, per guardare un seguito fatto 10 anni dopo. Un incontro casuale, la gioventù, una notte passata a parlare delle cose più importanti e più inutili della vita. Indimenticabile.
Poi è arrivata Roberta. Allora l'ho guardato. A parte lo shock iniziale di Ethan Hawke invecchiatissimo - mentre lei sembrava trentenne a vent'anni e ora che ha trent'anni sembra sempre trentenne - e un po' forzato (non lo so, ma il sorriso non gli raggiunge mai gli occhi, sorride solo con le labbra), non ho trovato la stessa magia del primo film. Non sono rimasta incantata dalle strade di Parigi come lo ero stata dalle strade di Vienna, non sono rimasta ad ascoltare rapita i dialoghi che non erano così naturali. Sono però rimasta soddisfatta dal finale. E non è poco.

Edit: proprio mentre cercavo il trailer per postarlo qui e dopo averlo visto -  mi sono accorta che probabilmente averlo visto in lingua originale avrebbe cambiato radicalmente la mia opinione. 
Damn me ed i doppiatori. 

domenica 11 luglio 2010

An Unforgettable Lady - Jessica Bird (a.k.a. J.R. Ward)

More about An Unforgettable Lady

Questo libro è della stessa signora che scrive questa serie qui.
Quindi l'ho preso solo per cieca fede. Però devo dire che ho fatto male. Non è schifosissimo, ma non ha l'intensità emotiva nè l'adrenalina dell'altra serie. Una serie di tira e molla emotivi molto blandi con happy ending. Sotto la media.

Il mondo contro

Io vorrei andare qui ma ho tutti contro.
Gente un po' così che pensa che Austen sia una città del Texas.

Devo avere questa borsa, capite?!

mercoledì 7 luglio 2010

Lascia stare

Stamani ore 11; Capo 2 parla col Grande Capo al telefono:
"Senti, per quanto riguarda questo atto, ne stavamo parlando ora con F. che, è bravissima, te lo confermo proprio.... "

Ecco.
Basta poco, che ce vo'.

martedì 6 luglio 2010

Shxt!

Appena tornata dall'oculista.
Nuovo record, - 5,50.
A Natale un bel Golden Retrivier come cane guida.
Damn.

lunedì 5 luglio 2010

Un'ottima giornata

- bellissimo tempo; sole, caldo, venticello - praticamente mancava l'arcobaleno in cielo e poi era perfetto;
- ho fatto la signora ed ho lavorato pure più di quanto avrei dovuto;
- sono andata a fare la spesa e poi a correre nel nuovo parco attrezzato che hanno aperto qui a Siena; un bel percorsino con attrezzi ginnici all'aperto - roba di lusso;
- mi hanno attivato fastweb e dopo aver bestemmiato un'ora al telefono con il cognato ingegnere infromatico pare che funzioni.
Yeah.

Little Women - Louisa May Alcott

As young readers like to know ‘how people look’, we will take this moment to give them a little sketch of the four sisters, who sat knitting away in the twilight, while the December snow fell quietly without, and the fire crackled cheerfully within.

Anto' fa galdo (14/54)

I 40° di questo fine settimana mi fanno pensare ad una cosa sola: il fresco dell'Irlanda (cosa avevate capito?)
(all rights reserved)


































Le altre scelte erano:

Relaxing friday





Saggezza orientale



































Watching football word championship



And than I discovered that I suck at self portraiting: my model can't be serious during shootings...

giovedì 1 luglio 2010

First day

Primo giorno nel nuovo studio (ieri ultimo giorno nel vecchio - sorvolo); dire che sono confusa è poco; siamo tanti.
Non ho una postazione mia, per ora.
Per mesi sostituirò quella, poi questa, poi quell'altra - tutte in maternità.
Manco fosse un'epidemia.
Non che la cosa mi dispiacci,a ma non sopporto dover stare al posto di un altro e non organizzarmi come dico io.
Però stasera alle 5.50 ero a casa.
Son soddisfazioni.

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