martedì 27 dicembre 2011

Dell'egocentrismo e di un par d'insegne

Mi arriva questo messaggio su Facebook da una tizia che conosco:
tesorooooooo....ma si mettesse in piedi una mostra con le tue fotografie ti andrebbe??? io ti aiuto davvero a costo zero!!! ho contatti per fare una mostra!daiiiiiiiiiiiiiiiii fammi sapere mi ispira troppo!!!!
Ecco, ci vuole proprio poco per far contenti noi artisti... un po' di complimenti e ci si risolleva la giornata!

Sotto:
l'insegna di una banca che sembra di Hogsmade*

(Gringott's) Bank
(all rights reserved)

e un'altra insegna molto vintage

Insegna
(all rights reserved)




* se non sapete dov'è Hogsmade siete nel posto sbagliato.

martedì 20 dicembre 2011

Secondo me, si!

E' normale aver speso mentalmente tutta la tredicesima prima ancora di avera in saccoccia?

sabato 17 dicembre 2011

Fifty Shades of Grey - E.L. James

More about Fifty Shades of Grey

Un paio di settimane fa lessi che ci sono delle petizioni on line per la traduzione in italiano di questo libro e mi incuriosii. Lessi la trama e francamente credevo non mi sarebbe mai piaciuto.
Credevo fosse una cosa tra il macabro e lo sconcio, passando per una buona dose di ridicolo.
E invece mi ha piacevolmente sorpresa, è intimo e assolutamente inaspettato. Non succede mai quello che credo che succeda ed il mistero intorno al personaggio principale - di cui è innamorata la voce narrante - non è stato assolutamente dipanato, anzi.
Spero vivamente che il seguito sia stato pubblicato, o salteranno delle teste.

sabato 10 dicembre 2011

Sì vabbè, mettiamoci anche Nicola di Bari

Prendo spunto da questo post di Katiu per consigliare ai redattori di Vanity Fair Italia di posare il fiasco quando fanno queste classifiche.
A parte la presenza assurda di tizi che non so neanche se si possano definire uomini, figuriamoci sexy, sorvolo sull'insulza entrata in classifica di Luca Zingaretti, Alessandro Cattelan, Francesco Facchinetti, Fabrizio Corona, Justin Bieber, Fabri Fibra, Carlo Cracco (chiunque sia), Gordon Ramsey (che ha il solo merito di avermi insegnato tutte le nasty words che so), Fiorello (fiorello), Ricky Memphis (ricky memphiss?!?) e Jose Mourinho (no, ma che avete pippato?!).
Chioso sul fatto che a Orlando Bloom il matrimonio non fa bene (pesa meno di Kate Moss), che sarebbe anche l'ora di aggiornare la foto di Johnny Depp, che è sempre quella della comunione (nel frattempo è anche passato a cresima credo, e di sicuro si è sposato che quella che ha un dente ogni quarto d'ora).

Ma non posso fare a meno di protestare aspremente per il 76esimo posto di Gerard Butler (viene dopo Jovanotti e Marco Mengoni, per dire) e per l'80 posto di David Gandy; ma soprattutto, redattrici di Vanity Fair, ma benedettoiddio, ma non avete mai visto The Games of Thrones?!? Ma che guardate in TV, a parte le repliche di Un Medico in Famiglia?!?
Via suuuu... Jason Momoa, cristosanto, JASON MOMOA! Lui sì che è da intenditrici! Mica Vinicio Marchioni!

domenica 27 novembre 2011

Il Grande Accrocchio

Nelle classic collection della Twinings mi hanno sostituito il Lady Grey (il mio preferito per il tè pomeridiano) con un sospettissimo Agrumance Tea - sospettissimo perchè a me pare esattamente uguale.
Marketing o svirgolata?

giovedì 24 novembre 2011

Ci risiamo

E' di nuovo quel periodo dell'anno.
No, non lavoro in un negozio di oggettistica e neanche di telefonini.
Lavoro da un Notaio.
Da noi, si comprano aziende e immobili.
IMMOBILI. Case, uffici, negozi, garages, posti auto, ville in campagna, chalet in montagna e appartamenti al mare.
Non capisco il motivo per cui tutti e dico tutti e sottolineo tutti si riducano a dicembre per comprare una casa. E che tutto debba essere fatto entro Natale.
Sì, ma perchè?
Stamani ho parlato con un tizio - con un occhio solo (e non portava la benda) che mi ha detto "Siiiiiiii compro 'sto fondo (uso negozio) perchè è vicino al mio studio e non voglio che lo compri qualcuno che potrebbe darmi fastidio. E' per togliermi un sassolino dalla scarpa*. Naturalmente il tutto da fare entro Natale, non voglio andare all'anno prossimo".
Io: Questa cosa ce l'ha? - no - quest'altra l'ha richiesta? - no - e questa? - serve?!?! - sì, serve. Questo questo e questo? - Signorina, io sono architetto, queste cose le so. - Dottoressa grazie Bene architetto, se vuole fare tutto entro Natale venerdì devo avere tutto, altrimenti non ce la faccio. - VENERDIII''??? - Sì, venerdì e che devo correre solo io??! eccheccazzo.

* il sassolino gli costa più di 40.000 euri oltre tasse, imposte e parcelle varie.
E io che a Natale mi volevo regalare un 50mm.
Che barbona che sono.

giovedì 17 novembre 2011

Senza pietà (era: Sono razzista / 3)

Ho appena smesso di seguire un blog di uno scrittore/libraio che in un post ha scritto "Vuole che gliene prendo una copia?"

Congiuntivi signori, congiuntivi! Ciccio, non fai il salumiere, se critichi in continuazione gli altri e vuoi fare lo scrittore, almento l'itaGLIAno, sallo!

lunedì 14 novembre 2011

domenica 13 novembre 2011

Crossed - Ally Condie

More about Crossed


Secondo capitolo della saga di Ally Condie: purtroppo neanche lontanamente all'altezza del primo. E' un libro di passaggio per arrivare al gran finale, che sinceramente dice poco o niente; a novembre 2012 vedremo come finisce la storia, ma avrebbe potuto tranquillamente farla in due libri invece che in tre. Non se ne capisce la ragione e non si capiscono neanche alcuni passaggi mentali dei protagonisti.
Due palle sperando che il terzo sia più bello.

domenica 6 novembre 2011

Extremely Loud and Incredibly Close - Jonathan Safran Foer

In italiano: Molto Forte, Incredibilmente vicino.


More about Extremely Loud and Incredibly Close

Ok, la copertina è strepitosa; il libro è osannato da tutti, il giovanissimo (classe 1977 - quindi un infante) autore pare che sia il nuovo... bho, non so chi, ma lo stanno spingendo tanto.

Ho iniziato a leggerlo perchè mi piaceva la trama e perchè volevo leggere qualcosa di diverso dal mio solito genere. Ieri sera l'ho finito e non so neanche dire se mi sia piaciuto, che comunque è già una risposta di per sè.
Su aNobii ho dato tre palle; senz'altro sono stata ingenerosa.
Il libro è bello? sì, senza dubbio.
E' scritto bene? E' originale? E' qualcosa che non avevi mai letto prima? Sì a tutte e tre le domande.
Ti è piaciuto? Mah. A tratti sì, a tratti troppo letterario per un argomento così violento e difficile.

E' l'11 settembre 2001, Oskar, un bimbo di 9 anni, torna a casa da scuola prima delle 10 del mattino, la scuola ha chuso perchè "qualcosa di grave è successo in centro". La segreteria telefonica lampeggia, c'è un messaggio del babbo che dice di trovarsi dentro al World Trade Center, ma che sta bene, di non preoccuparsi.
Oskar non rivedrà più il babbo e nel tentativo di rimanergli vicino, di restare attaccato a qualsiasi brandello di lui che c'è in casa, si ritroverà a viaggiare per tutta New York, incontrando personaggi strani e bizzarri, superando le sue innumerevoli fobie e fissazioni alla disperata ricerca di qualcosa che non spezzi il suo legame terreno con il padre.

La voce narrante è - per la maggior parte - un bimbo di nove anni, la forza ma anche la debolezza, che a tratti diventa finzione, del racconto. Un bimbo molto strano, sembre in bilico tra l'essere genio e l'essere autistico, non è mai chiaro.

E' da leggere, ma sinceramente mi aspettavo molto di meglio.

lunedì 31 ottobre 2011

C'è qualcosa che non va/3 (chiudere i cancelli quando i buoi sono scappati)

Naturalmente mi ero scordata del tagliando della macchina: 270 Euro "scontato".
Sì, perchè era 290.
Che culo, eh?


p.s. non ho un buon rapporto col denaro, si era capito?

sabato 15 ottobre 2011

A song of Ice and Fire - George R.R. Martin (Cronache del Ghiaccio e del Fuoco)

Visto che la Socia sta leggendo questa serie, mi è venuta voglia di rileggere le recensioni che scrissi al tempo della lettura e mi sono accorta che erano postate sul vecchio blog (ma quanto tempo è passato?!? mah...); quindi le ripropongo per chi non la conoscesse (e se mi permettete un suggerimento, guardate anche la serie televisiva, la prima stagione non è niente male - fa bene agli ormoni):



A GAMES OF THRONES
More about A Game of Thrones
Boia che libronzo!
Consigliato da una Roarke-addicted come me, mi sono messa a leggerlo di buona lena e ne è valsa la pena (che, fa rima???)!
Prima di tutto non è un libro per stomaci deboli (anche se ne ho letti di molto più splatter, ci vuole un bel sangue freddo), nè per chi si affeziona tanto ai protagonisti.
E' una strage.
Però è appassionante e ti tiene lì incollata fino all'ultima pagina.
Che naturalmente non è l'ultima ultima visto che la serie si compone di 5 libri.
(Oltre questo punto potrebbero anche esserci spoiler per cui non leggete se dovete leggerlo, oppure fate come vi pare io vi ho avvertito...)
Un solo piccolo appunto: quando te, eroe bello e giusto, unico amico fidato di un Re ubriacone e puttaniere, scopri che la Malvagia Regina ha un segreto inconfessabile per il quale il Consigliere che ti ha preceduto è morto avvelenato e per il quale il tuo figliolino novenne è stato buttato da una finestra, che fai?
Vai dalla Malvagia Regina e gli dici: "Oh, ho scoperto il tuo inconfessabile segreto per il quale hai fatto fuori mezzo regno. Ma siccome sono generoso, prima di dirlo al Re ubriacone e puttaniere, ti dò la possibilità di scappare a sud..."
Si?
NO IDIOTA! RISPOSTA SBAGLIATAAAA!
Così è andarsela a cercare, un rigore a porta vuota, le servi la tua testa su un vassoio d'argento!
La fai fuori, la fai imprigionare, le tagli la lingua e poi vai dal Re ubriacone e gli dici che oltre che puttaniere è pure becco!
Capito??? altrimenti è ovvio che sei il prossimo a crepare, imbecille!
(Uff... bisogna dirgli proprio tutto a questi eroi belli e giusti)

A CLASH OF KINGS
More about A Clash of Kings
Sorvolando sullo lo scempio che hanno fatto in italiano di questa serie, devo dire che prosegue bene, ma spesso (tanto spesso) mi sembra che il nostro George allunghi parecchio il brodo... cioè, in realtà qui succedono due cose due - ma la bravura sta nel far credere che succedano tante di più.
... (continua)

A STORM OF SWORDS
More about A Storm of Swords
Allora il mio giudizio è: a momenti non riuscivo a staccarmene, dovevo vedere che succedeva... a momenti abbastanza noioso.
Prosegue l'avventura, ma se continua così mi sa che al settimo libro non c'arriva per mancanza di protagonisti.
Una strage, ma con sorpresona finale...
Sicuramente Martin non è un buonista... sicuramente il protagonista non arriva alla fine vivo solo perchè è il protagonista... diciamo che lo spazio se lo guadagna oppure... muore. Oppure no.
I am the sword in the darkness. I am the watcher on the walls. I am the fire that burns against the cold, the light that brings the dawn, the horn that wakes the sleepers. I am the shield that guards the realms of men.

A FEAST FOR CROWS
More about A Feast for Crows
Ce l'ho fatta.
Chiunque definisca un "libro interlocutorio" un tomo di 940 pagine secondo me dovrebbe farsi dare una controllatina ai piani alti.
Comunque.
Ora che devo aspettare che lo zio George (che mi sembra Capitan Findus) finisca di giocare con le sue statuine e si decida a scrivere il prossimo, mi spiace un po' aver finito la saga così in fretta.
Il libro è scritto dal punto di vista di personaggi secondari o comunque mai ascoltati nei libri precedenti. Alcuni appaiono per la prima volta.
Non c'è il più interessante - Jon - che si intravede appena mentre si legge si Sam; Arya c'è pochissimo.
Il più interessante di tutti si rivela Jamie che, insieme alla mano pare abbia anche perso grossa parte della sua cattiveria.
Finalmente qualcosa di brutto accade a Cersei che, in fondo in fondo, fa quasi pena.
Ecco, se dovessi scegliere il punto di forza dei libri di questa saga sarebbe senz'altro la completezza dei personaggi: non sono mai o buoni o cattivi, ma sono umani.
Una mamma amorevole e una moglie devota si scopre iena malvagissima nei confronti del figliastro; un soldato spietato e incestuoso si scopre pronto a rischiare la vita per colei che lo tiene imprigionato ecc...
La seconda cosa è che non ha paura di far succedere qualcosa di brutto ai protagonisti... diciamo che c'è un notevole turn over.
Però facendo il punto (ecco, chi non ha letto, può fermarsi qui):
- Brienne è morta (o sta morendo);
- Arya è cieca;
- Catelyn è tornata dal mondo dei morti ma sta cadendo a pezzi
- Jamie è a Riverran ma si rifiuta di andare in soccorso alla sorella
- Cersei è in prigione per fornicazione insieme alla moglie di Tommen
- Sam lo stanno portando a prendere la catena per diventare Master
- Sansa è sposata al Nano ma si finge figlia di Littlefinger che la vuole promettere ad un altro per poi rivelarla come unica erede di Winterfell e degli Stark e sposarsela lui
- Jon, Tyron, Bran, Riccon e Danaeris - non pervenuti.
Sconsigliato per chi ha problemi di memoria.
E' difficile ricordarsi tutti i nomi anche se sono scritti in fondo House per House.
Però ganzo.

A DANCE WITH DRAGONS 
More about A Dance with Dragons
Premessa: questo libro avrebbe dovuto uscire nel 2006, per cui vi lascio immaginare quanto l'ho bramato, aspettato e voluto.
Premessa numero 2: è un libro che lo stesso autore ha definito un "mostro di 1400 pagine", per cui vi lascio immaginare l'attesa che avevo - finalmente saprò cosa succede a Jon, Arya, Bran, Tyron, Dani ecc.... mi dicevo....
Tutto ciò premesso:
(ALLERTA SPOILER!!!!!!)
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gli ho dato 2 palle su 5 su anobii per i seguenti motivi - ed ho aspettato 3 giorni per scrivere la recensione, per digerire il tutto in maniera matura ed adulta:
1) non succede niente che non si potesse raccontare, in modo perfetto, in 200 pagine - capisco allungare il brodo, ma così è ridicolo;
2) i cliffanger sono talmente abusati che non si capisce chi è morto e chi è vivo - una, che avevano impiccato nell'ultimo libro, riappare brevemente e scappa con un altro (e non si capisce come è sopravvissuta - se è sopravvissuta, se è uno zombie, se è un flash back, un flash forward, niente);
3) Jon Snow muore - e questa cosa mi fa talmente incazzare, che non so se leggerò i libri successivi. Ma forse non è morto del tutto. Perchè magari dopo 3 coltellate alla gola e una spada infilata nella schiena, non è del tutto morto. Non si sa neanche perchè lo accoltellano (o almeno il non l'ho capito).
Ecco, aspettare anni e poi leggere questo troiaio è un po' fastidioso, un po' parecchio. Poi magari fra qualche giorno mi calmo e cambio idea, ma credo che la morte (vera o presunta?) di Jon Snow mi allontanerà dal nostro amico George R.R.

giovedì 29 settembre 2011

OPEN - Andre Agassi

More about Open Export Only Il titolo è tutto un programma: US Open, Australian Open, French Open... oppure open nel senso di aperta, una vita raccontata senza nascondere niente, perchè tutti la possano sentire, recepire, capire e da essa imparare lezioni importanti.
Andre Agassi è stato uno dei più grandi tennisti dei nostri tempi - discusso, odiato, osannato, come succede solo ai grandi personaggi. Ha smosso schiere di fans (tra i quali c'ero anche io), è stato criticato per gli orecchini, i capelli lunghi (un parrucchino - sono sconvolta), i jeans in campo, la vita spericolata.
Lo definivano un punk.
Ma qualcuno si è mai chiesto il perchè di tutti i suoi comportamenti?
No, preferivano guardare superficialmente per poter scrivere ariticoli ridicoli.
Raccontata da chi ne sa qualcosa in più (lui), la storia di Andre Agassi è una storia di abusi e di autodistruzione, di sofferenza fisica e psichica, di amicizie che durano una vita e di amori (Stephanie Graff) che la vita la salvano, la addrizzano e la fanno vivere come va vissuta - con dedizione ed amore.
Nel libro Agassi è brutalmente onesto, non nasconde niente per salvare la faccia: nè l'uso di droga per distrarsi dal fallimento del matrimonio di Brooke Shields, nè l'odio viscerale per il tennis che è stato costretto fin da bambino a giocare, nè tutto quello che ha fatto per farsi espellere dalla scuola (che lui chiama la prigione) di Nick bollettieri, lontana migliaia di kilometri da casa, dalla famiglia e dagli amici.

I've been cheered by thousands, booed by thousands, but nothing feels as bed as the booing inside your own head during those ten minutes before you fall asleep. 

Non nasconde le cose brutte ma neanche le cose belle: tutte i sotterfugi messi in atto per farsi notare da Steffi Graff, cose dolcissime, da spaccone che non si arrende mai e che alla fine riesce a portare a casa la vittoria più grande: si sposano meno di un anno dopo essersi conosciuti nel giardino della casa di lui, in jeans tutti e due, davanti ad un giudice, alle rispettive madri e a due giardinieri.
Stilisticamente non sarà perfetto, è un racconto fatto a voce, emozioni raccontate da una persona costretta a saltare la scuola per giocare a tennis, da qualcuno che ha giocato per vent'anni ad uno sport durissimo nonostante una malformazione ad una vertebra, ma è quello che si definisce un page-turner, un libro che nonostante la lunghezza, non metti giù fino a che non lo hai finito.
Sono sempre stata una fan di Andre Agassi, l'ho visto vincere Wimbledon a 22 anni e poi perdersi dietro alle propri paure.
Questo libro però me lo ha fatto ritrovare, ha dato voce ad emozioni privatissime, spiegazioni che avrebbe anche potuto non dare, ma credo che lo abbia fatto per ripagare i suoi fans di un po' di quell'amore che l'ha sostenuto durante 21 anni di tennis.
Questo è il video dell'ultimo applauso della sua carriera di tennista professionista - agli US Open. L'amore della gente è evidente, il suo amore per la gente lo esprime chiaro nel discorso.
Se guardate bene c'è uno spettatore che ha un cartello con su scritto "Andre's House" - ecco, per i fan, lo stadio di Flashing Medows è la casa di Andre.

5 palle, bellissimo, da non perdere.


The scoreboard said I lost today, but what the scoreboard doesn’t say is what it is I have found. Over the last twenty-one years I have found loyalty: You have pulled for me on the court, and also in life. I have found inspiration: You have willed me to succeed, sometimes even in my lowest moments. And I have found generosity: You have given me your shoulders to stand on, to reach for my dreams—dreams I could have never reached without you. Over the last twenty-one years I have found you, and I will take you and the memory of you with me for the rest of my life.

domenica 25 settembre 2011

Il mio nome è Victoria - Victoria Donda

More about Il mio nome è Victoria


Analìa è una ragazza argentina, politicamente impegnata nella protezione dei diritti umani, di buona famiglia, figlia di una casalinga e di un ex militare. La sua vita è piena di impegni, tra l'università e le associazioni di cui fa parte, fino al momento in cui una notizia trasformerà un giorno normale nel giorno più brutto della sua vita.
Un giorno di rivelazioni sconcertanti che dilanieranno lei e la sua famiglia e porteranno alla nascita, dolorosa e violenta di Victoria.
E' un racconto di vita vera, una vita alla ricerca di una verità che in tanti vogliono sepolta, che la protagonista ci fa vivere senza abbellimenti e senza sovrastrutture, senza piangersi addosso e senza ricavare spettacolo dal proprio dolore. Sono tante le emozioni che rifiuta di dare in pasto al pubblico, tanti i dialoghi che rimarranno segreti tra lei e le persone coinvolte.
E' una storia triste ma nello stesso tempo raccontata in maniera quasi asettica, priva delle emozioni che si intuiscono soltanto.
E' anche la storia, a volte nascosta, altre no, di circa 500 ragazzi argentini, figli degli oltre trentamila desaparecidos della dittatura militare, a cui è stata rubata l'identità, la storia e la famiglia d'origine.
A parte il racconto principale, quello che mi ha colpito di più è il contesto storico in cui si svolge tutto, che poi ha portato alla terribile crisi argentina: un presidente incapace a tutto se non a fare il playboy, invidiato dalla maggioranza degli argentini che continuava a votarlo nonstante le accusa, provate, di corruzione sua e dei suoi collaboratori, una serie di leggi ad personam per proteggere sè stesso ed i ciriminali che lo circondavano, una modifica alla costituzione per farsi rieleggere più volte, gli scandali sessuali ecc...
Mi fa venire in mente qualcosa/qualcuno.

(Speriamo bene, ma come si dice da noi chi visse sperando morì cacando non si può dire.)

Il libro è bello, ma non una lettura leggera; ho dato solo tre palle perchè, comprendo che volutamente le emozioni sono eliminate dal contesto in modo che rimangano solo i fatti, una storia così, avrebbe potuto essere più coinvolgente, anche se mi rendo conto che non è un romanzo e che Victoria Donda non è una scrittrice.

lunedì 19 settembre 2011

BOOKS!

Nel primo giorno dell'odiato inverno (fuori ci sono ben 18 gradi - preferivo i 35 di sabato), saltano fuori due bei libri virtuali

More about Open Export Only More about Extremely Loud and Incredibly Close

e due del pacco di Amazon prima della Legge Stupida

More about Il mio nome è Victoria More about Colazione da Starbucks

vediamo nei prossimi giorni cosa mi porta la lettura; sono molto fiduciosa, tutti hanno ottime recensioni e si staccano dalle mie solite letture ultra leggere.

domenica 18 settembre 2011

La banalità dei giornalisti (sportivi) italiani

- se una donna, mamma, fa sport, qualunque sia la specialità (salto in alto, in lungo, pallavolo, ciclismo, canoa ecc...) sarà definita "La mamma volante";
- se uno si chiama Ivan sarà senza'altro "Il Terribile";
- se uno è alto più di un metro e novanta sarà "Il Gigante buono";
- se è russo sarà definito "Lo Zar";
- se uno straniero/a si allena in italia lo soprannomineranno/a "La giamaicana di Roma" o "Il marocchino di Siena" o "Il polacco di Forlì";
- la palla carambola, il difensore è arcigno oppure ruvido, l'attaccante spesso sfortunato.

Mi chiedo se fanno un corso apposta per insegnare certe banalità e se a questo corso insegnano anche come sbagliare tutti i congiuntivi.

venerdì 16 settembre 2011

New York to Dallas - J.D. Robb (An In death Novel)

More about New York to Dallas

ATTENZIONE SPOILER!

Allora: innanzitutto, stavolta vorrei partire dal voto.
Sono 4 palle su 5 da giustificare così: il caso in sè, il giallo, in realtà sarebbe da 3 palle (ad essere generosi); mi sembra che dal punto di vista del crime vero e proprio, abbiamo esplorato tutti i tipi di omicidio e tutti i tipi di assassino.
Questo caso avrebbe dovuto essere emotivamente molto più coinvolgente, sia per il tipo di vittime che per il tipo di reato. Invece sono stata tutto il libro a pensare ad altro, a quello che poteva succedere ad Eve, a quello che poteva ricordare ecc...
Da quest'ultimo punto è arrivata la palla in più: c'è molto di personale di Eve Dallas in questo libro - ed è piacevole e come sempre ci soddisfa vedere e leggere dentro uno (anzi, due) dei nostri personaggi preferiti. Ancora una volta però il contatto emotivamente profondo non c'è stato: ci sono state delle scene molto belle, ci sono delle foto che mi sono rimaste in mente e che rimarranno a lungo nella storia della serie, ma avrebbero dovuto scavare un solco nell'emotività del lettore - che non hanno scavato.
Mi è sembrato a tratti che la Roberts scrivesse cose che il lettore vuole leggere, senza domandarsi nè l'opportunità nè la credibilità di quello che scriveva.
Il ritrovamento della mamma perduta da 30 anni, Eve che la riconosce subito anche se l'ultima volta l'ha vista a 4 anni (e la mamma ne aveva poco più di venti) - non ci sta. E' invenzione pure e semplice, veramente troppo in là, anche per un romanzo urban fantasy che di inventato ha tutto.
E il finale: Roarke che capisce all'improvviso che l'assassino è andato a cercare Eve in hotel perchè potrebbe aver triangolato ed intercettato la chiamata ecc.... francamente è ridicolo. Il finale avrebbe potuto essere rocambolesco e incalzante anche con un escamotàge più plausibile.
Nonostante ciò le quattro palle sono state assegnate, perchè rimangono due dei miei personaggi preferiti - ed alcune frasi sono da scrivere nel diario.

martedì 13 settembre 2011

True Blood (Season 4 - Finale)

Non so come esprimere la mia perplessità per questa stagione di True Blood che è stata talmente insignificante ed insulsa, da farsi scordare immediatamente.
Non mi ricordo assolutamente nulla di quello che è successo; l'ultima puntata è stata tra l'assurdo ed il grottesco e sinceramente non vedo come possano risollevarsi le sorti di una serie che forse avrebbe dovuto finire dopo la seconda stagione.
E pensare che il quarto libro è stato quello che mi è piaciuto di più.
Neanche Eric Northman è più interessante - e questo è tutto un dire.

giovedì 8 settembre 2011

Archangel's Blade - Nalini Singh (Guild Hunter #4)

More about Archangel's Blade

Dopo il terzo libro, il quarto non poteva che essere su Dmitri; è lui la Lama dell'Archangelo.
Il libro è avvincente ed a tratti commovente, l'unica cosa che non mi è piaciuta troppo è stato il lieto fine un po' troppo lieto - dicamo che la reincarnazione la poteva risparmiare, non avrebbe tolto niente alla storia.
Quello che mi piace della serie è che in ogni libro si conoscono sempre meglio i coprotagonisti, che avranno poi storie a sè: non vedo l'ora di leggere quella di Illum, Venom e Jeson.

Quattro palle.

martedì 6 settembre 2011

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Here comes the rain again
falling fron the stars.

mercoledì 31 agosto 2011

Wolfsbane (Nighshade Book #2) - Andrea Cremer

More about Wolfsbane: A Nightshade Novel
Ovvero: dell'uso spropositato del cliffanger.
Capisco che se uno scrittore lascia in sospeso una storia, che ti ha preso e che sei curioso di sapere come va a finire, comprerai il libro che segue sicuramente. E' una buona strategia di marketing.
Lasciare però in sospeso non una storia, ma una scena, è fastidioso, parecchio anche.
Specialmente se devo aspettare fino 6 mesi per conoscere il resto (gennaio 2012).

Detto questo il libro è leggermente meno accattivante del primo, più violento e un po' più triste, ma carino e scorrevole.
Tre palle.

lunedì 29 agosto 2011

Nightshade (Book #1) - Andrea Cremer

More about Nightshade

Carino; anche questo è un libro per ragazzi, anzi per young adult come dicono gli americani.
Calla è un'adolescente particolare, una alpha del suo gruppo di lupi mannari: è costretta per legge a sposare il più figo dei suoi amichetti che lei, ovviamente, odia.
Presto però scopre che tutto quello che sapeva della sua vita e della sua storia è una bugia.
Questo è più o meno l'inizio - anche in questo caso il finale è un cliffanger da paura, anche in questo caso c'è già il seguito in lettura.
Tre su 5.

sabato 27 agosto 2011

One Day (Un giorno) - David Nicholls

More about One Day

Sinceramente era un quattro palle fino a quel momento lì.
Con ordine:  Emma e Dexter sono due ragazzi inglesi che si conoscono nel giorno della laurea; tutti e due credono che sarà solo one night stand, invece diventeranno amici e si incontreranno, litigheranno, incroceranno di nuovo per poi lasciarsi ancora, per tutta la loro vita; avranno vite molto diverse, interessanti a volte, pessime altre.
La storia scorre veloce e carina, leggera ma con spunti di riflessione; spesso ho odiato Dexter per la sua cecità, spesso ho odiato Emma per la sua rassegnazione. Sono personaggi molto umani, che cadono e si rialzano, come succede nella vita vera.
Fino a quel momento. Non dico quello che succede, ma l'impressione è che l'autore non sapesse come chiudere il romanzo, che lo volesse fare con il botto e piazza lì il coupe de teatre.
Francamente inutile e per me ha rovinato tutto quello scritto prima.
Fin lì era un quattro palle, dopo, un misero due: ho cercato di essere giusta e ho fatto una media, ma la fine ha davvero rovinato tutto.
Peccato, un'occasione persa.

Il 19 agosto è uscito il film: lei è quella de Il Diavolo veste Prada, lui è Jude di Across the Universe.
Per una volta credo che il film sarà meglio del libro.





mercoledì 24 agosto 2011

True Blood (Season 4 Episode 8)

Diciamocelo: il fascino di Eric Northman sta nel fatto che sia cattivissimo.
Così smielato mi fa solo venir voglia di spezzargli i canini.
E resto dell'idea che la Sookie di Chupa-Chups Paquin sia insopportabile.

martedì 16 agosto 2011

Mockingjay - Suzanne Collins (# Hunger Games 3)

More about Mockingjay

Per una settimana circa mi sono immersa nel mondo di Katniss Everdeen.
Ne sono uscita con le lacrime agli occhi, ma sono contenta di esserci stata.
Ho dato 5 palle su anobii, ma è solo una reazione emotiva, razionalmente ne meriterebbe 4, come gli altri.
Essendo però la fine della saga, ho voluto premiare un'autrice che è riuscita a non sbagliare fino all'ultima riga.
Il libro inizia in modo lento, soprattutto rispetto agli altri due. Il motivo ovviamente c'è - e rende credibile la storia.
Forse è il più psicologico della trilogia, ma scappa via in un attimo e la fine è davvero epica - ed in qualche modo l'unica possibile.
Il fine non è del tutto lieto, come nella vita vera, come in guerra, anche se si sta dalla parte dei buoni.
In guerra perdono tutti.
Ora non resta che aspettare il film.

Bello davvero, una di quelle storie che mi fanno ritornare adolescente - e che rimangono dentro a lungo.

lunedì 15 agosto 2011

Catching Fire - Suzanne Collins (Hunger Games #2)

More about Catching Fire

Bello.
Era tanto che non trovavo un secondo libro di una serie che fosse più bello del primo.
Inizia esattamente dove finisce The Hunger Games; la posta in gioco si alza, i cattivi diventano più cattivi, le scelte sono più dolorose ed i tradimenti determinanti.
Finisce con un cliffanger da paura e mi fa pensare che in realtà la trilogia sia un unico libro, diviso in tre per esigenze editoriali.
4 palle su 5, anche se in realtà avrei dato 4,5 perchè mi è piaciuto più del primo.

Mi aspetto un 5 pieno dall'utlimo - c'è bisogno di dire che è pronto per essere letto?

Go Catnip.

giovedì 11 agosto 2011

The Hunger Games - Suzanne Collins

More about The Hunger Games

Arrivo dopo la musica, lo so.
E' un successo mondiale - è stato tradotto in Italia - l'anno prossimo uscirà il film.
Quindi non è esattamente una primizia, ma l'ho letto lo stesso.
E' uno di quei libri simil-fantascentifici per giovani adulti (una volta si diceva per ragazzi, ma forse non è più politically correct oppure i ragazzi non esistono più - mah) che catturano anche i più - ehm - grandicelli.
E' avvincente ed appassionante, ma anche violento e inquietante.
Siamo negli Stati Uniti, in un futuro non molto lontano; dopo una rivoluzione non ben definita, the Capitol (una specie di super autorità di cui si parla ma che non compare mai) ha diviso il territorio in 13 distretti, ognuno con un proprio compito da portare a termine per il bene della collettività.
Per ricordare gli errori della rivoluzione (e punire i sopravvissuti in maniera subdola), ogni anno un ragazzo ed una ragazza tra i 12 ed i 18 anni vengono scelti da ogni distretto per partecipare agli Hunger Games - un incrocio tra Grande Fratello e Isola dei Famosi - dove i partecipanti devono uccidersi l'un l'altro - davanti alle telecamere. Chi rimane vivo torna a casa con fama e soldi per arricchire non solo sè stesso, ma anche il proprio distretto.

(Questo è l'incipit, non ho svelato niente, si può leggere anche nel risvolto di copertina)

La scrittura è scorrevole, i personaggi sono credibili ed è facilissimo immedesimarsi nella protagonista.
E' il primo capitolo di una trilogia; speriamo che gli altri due siano all'altezza del primo.

4 palle su 5 - da leggere prima che esca il film.

lunedì 8 agosto 2011

Harry Potter and the Prisoner of Hazkaban

More about Harry Potter and the Prisoner of Azkaban


Questo libro è quello che io considero la conclusione della parte "felice" della saga di Harry Potter; c'è ancora la spensieratezza della gioventù, una scelleratezza di pensiero che nei libri seguenti si perde - il perchè lo si scoprirà.
Bello.

sabato 6 agosto 2011

Andalucìa/4

Sevilla - sembra Roma; in ogni angolo della città ci si trova davanti a qualcosa da vedere, di bellissimo, esotico ed interessante. In ogni angolo della città ci sono bar di tapas dove si mangia benissimo con pochi soldi (una friggitoria take away, un chiosco di churros). D'estate è caldissima e gli ombrelloni dei ristoranti emettono ogni pochi secondi dei getti d'acqua vaporizzata; rinfrescanti e belli da vedere.

(All rights reserved)


Plaza de Espana

Real Alcazàr

Aranceto de La Giralda (Cattedrale)

Torre del Oro sul Rio Guadalquìvir

mercoledì 3 agosto 2011

A dance with dragons - George R.R. Martin

More about A Dance with Dragons

Premessa: questo libro avrebbe dovuto uscire nel 2006, per cui vi lascio immaginare quanto l'ho bramato, aspettato e voluto.
Premessa numero 2: è un libro che lo stesso autore ha definito un "mostro di 1400 pagine", per cui vi lascio immaginare l'attesa che avevo - finalmente saprò cosa succede a Jon, Arya, Bran, Tyron, Dani ecc.... mi dicevo....

Tutto ciò premesso:

(ALLERTA SPOILER!!!!!!)
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gli ho dato 2 palle su 5 su anobii per i seguenti motivi - ed ho aspettato 3 giorni per scrivere la recensione, per digerire il tutto in maniera matura ed adulta:

1) non succede niente che non si potesse raccontare, in modo perfetto, in 200 pagine - capisco allungare il brodo, ma così è ridicolo;
2) i cliffanger sono talmente abusati che non si capisce chi è morto e chi è vivo - una, che avevano impiccato nell'ultimo libro, riappare brevemente e scappa con un altro (e non si capisce come è sopravvissuta - se è sopravvissuta, se è uno zombie, se è un flash back, un flash forward, niente);
3) Jon Snow muore - e questa cosa mi fa talmente incazzare, che non so se leggerò i libri successivi. Ma forse non è morto del tutto. Perchè magari dopo 3 coltellate alla gola e una spada infilata nella schiena, non è del tutto morto. Non si sa neanche perchè, lo accoltellano (o almeno il non l'ho capito).

Ecco, aspettare anni e poi leggere questo troiaio è un po' fastidioso, un po' parecchio. Poi magari fra qualche giorno mi calmo e cambio idea, ma credo che la morte di Jon Snow mi allontanerà dal nostro amico George R.R.

martedì 5 luglio 2011

sabato 2 luglio 2011

Mérida - Extremadura

Augusta Emerita, è una piccola città nel centro-sud della Spagna, regione dell'Extremadura; ha poco più di 55.000 abitanti, ma ha un'importanza storica fondamentale.
E' chiamata la "Roma di Spagna", e visitandola, si capisce bene il perchè.
Il Teatro Romano è il più bello, ed il meglio conservato che abbia mai visto - ma resti romani si trovano davvero in tutta la città.
Da girare tutta a piedi - anche se fa un po' caldo.

Templo de Diana

Roman City Wall

Puente Romano

Puente Romano

Actress

Roman Thatre

The Protector

mercoledì 22 giugno 2011

Andalucìa/3

Cordoba  è: il vecchio ghetto ebraico, la Juderia, un labirinto di vicoli strettissimi e di un bianco accecante, circondato da mura di cinta del colore della sabbia; ai lati delle mura palme del deserto altissime - come nelle coste arabe.
Cordoba è: la Mezquita, la più grande moschea araba costruita in Europa dai mori, che i cristiani hanno trasformato in Chiesa, senza però eliminare l'influenza moresca nello stile.
Cordoba è: il Puente Romano e la Torre della Calahorra, testimonianza dei regali che due dei più importanti imperatori romani, Traiano e Adriano, hanno fatto all'Andalucìa.
Cordoba è: le case con le porte sempre aperte per lasciar passare la brezza, attraverso le quali si intravedono verdi patii chiusi da alte cancellate.
Cordoba è: le donne andaluse orgogliosamente vestite di sgargianti indumenti gitani.
Cordoba è: l'Alcazar, con i ricchissimi giardini e le statue di Colombo di fronte ad Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona.

(all rights reserved)

Patio de Cordoba

Cordoba

Reign of light

Patio inside a bookshop

La Mezquita

Torre de la Calahorra

La Mezquita/1

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