lunedì 4 aprile 2011

His last duchess - Gabrielle Kimm

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L'ho comprato perchè mi intrigava la trama: è la storia, romanzata, della vita di Lucrezia de' Medici, data in sposa, quattordicenne, ad Alfonso II Duca di Ferrara.
Per una volta, mi sono detta, leggiamo un romanzo che ambientato qui vicino, in luoghi che conosco e che ho visitato da poco.
Non avevo fatto i conti, però, con il fastidio che si prova quando si legge degli sfondoni così palesi.
A causa della mia immensa ignoranza, non so se i romanzi ambientati in altri paesi o in posti che non conosco siano pieni di errori così pacchiani, ma questo lo è.
Si passa dalle cose più banali (tipo i nomi dei personaggi: nel '500 chi si chiamava Giacomo si chiamava Giacomo, non Jacomo; il soprannome di una nobildonna battezzata Lucrezia, nell'Italia di quegli anni non era Crezzy) ad errori grossolani che avrebbero potuto evitarsi guardando su internet (tipo: il Castello Estense non si trova su un'isoletta in mezzo al Po: è circondato da un fossato, ma niente di più).
Ecco, tutti queste imprecisioni hanno tolto molto al romanzo che, di per sè, non è scritto male.
Il finale è inventato (ha usato un artificio della trama per rigirare tutto come voleva la scrittrice), ma trattandosi di un romanzo e non di una biografia, mi può anche andar bene: quello che non mi va bene è la banalità. La pozione morte apparente l'aveva già usata Shakespeare, e dello scambio morto con vivo avevamo già letto ne Il Conte di Montecristo.
Quindi, per cortesia, un po' di originalità, grazie - a copiare le idee degli altri siamo capaci tutti.

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