Premessa: questo libro avrebbe dovuto uscire nel 2006, per cui vi lascio immaginare quanto l'ho bramato, aspettato e voluto.
Premessa numero 2: è un libro che lo stesso autore ha definito un "mostro di 1400 pagine", per cui vi lascio immaginare l'attesa che avevo - finalmente saprò cosa succede a Jon, Arya, Bran, Tyron, Dani ecc.... mi dicevo....
Tutto ciò premesso:
(ALLERTA SPOILER!!!!!!)
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gli ho dato 2 palle su 5 su anobii per i seguenti motivi - ed ho aspettato 3 giorni per scrivere la recensione, per digerire il tutto in maniera matura ed adulta:
1) non succede niente che non si potesse raccontare, in modo perfetto, in 200 pagine - capisco allungare il brodo, ma così è ridicolo;
2) i cliffanger sono talmente abusati che non si capisce chi è morto e chi è vivo - una, che avevano impiccato nell'ultimo libro, riappare brevemente e scappa con un altro (e non si capisce come è sopravvissuta - se è sopravvissuta, se è uno zombie, se è un flash back, un flash forward, niente);
3) Jon Snow muore - e questa cosa mi fa talmente incazzare, che non so se leggerò i libri successivi. Ma forse non è morto del tutto. Perchè magari dopo 3 coltellate alla gola e una spada infilata nella schiena, non è del tutto morto. Non si sa neanche perchè, lo accoltellano (o almeno il non l'ho capito).
Ecco, aspettare anni e poi leggere questo troiaio è un po' fastidioso, un po' parecchio. Poi magari fra qualche giorno mi calmo e cambio idea, ma credo che la morte di Jon Snow mi allontanerà dal nostro amico George R.R.
Salve e bentrovati a tutti. Ho recentemente finito di leggere ADWD (ho tardato a ordinarlo, quindi tardo a intervenire sul post) e, ancora sconvolto dalle ultime quaranta pagina anche a distanza di tempo, sono capitato su questo blog. Mi scuso per l'intrusione, ma ho pensato di poter fornire qualche spunto di riflessione.
RispondiElimina1) 'A Dance with Dragons' è un libro spropositatamente lungo? Sì e no. Forse è vero che Martin avrebbe potuto raccontare gli stessi eventi in duecento pagine, ma avrebbe potuto farlo con lo stesso coinvolgimento emotivo (in particolare penso al percorso di espiazione di un certo Reek, alle difficoltà di Jon alla Barriera e al modo in cui viene delinata la figura di Ser Barristan). Io credo di no. Certo, penso che chiunque avrebbe desiderato vedere un bello scontro fra eserciti e cavalieri di draghi, ma temo che dovremo ancora attendere.
2) Con riferimento al personaggio femminile impiccato e riapparso, mi permetto di suggerire di escludere le ipotesi di 'flashback', 'flashforward' e simili. Bisogna considerare chi ha impiccato la donzella, e rammentare che nei paraggi c'è un Prete rosso del culto di R'hllor. Dato che la "sorella" di cui la donzella va alla ricerca si trova a centinaia di leghe dal posto in cui incontro il cavaliere, direi che il Prete rosso ci ha messo lo zampino e che il cavaliere sta per finire in una trappola. Certo, un capitolo in più dedicato al tema non avrebbe stonato.
3) Proprio parlare di preti rossi mi riporta a Jon. Se si tiene presente CHI sono i genitori di Jon, e come l'autore ci abbia ingannati per cinque libri senza svelare mai definitivamente l'arcano, vien da dire che il passato di Jon è troppo importante perché il Bastardo di Grande Inverno non abbia un ruolo altrettanto importante nel futuro dei Sette Regni. Ora, non so se si rimetterà dalle ferite, se Melisandre lo farà resuscitare (stile Beric Dondarrion) o se sarà necessario un passaggio per il corpo di Ghost, ma sono ragionevolmente sicuro che Jon tornerà nei prossimi libri. Ci ho messo un po' per metabolizzare una soluzione del genere, ma mi sembra la più probabile (in più, c'è da dire che potrebbe essere un modo per liberare Jon dal voto che lo lega ai Guardiani della Notte, giuramento alla mano). Quanto al movente del 'delitto' (non si sa se tentato o consumato), mi pare che l'autore sia stato abbastanza chiaro: l'astio di Bowen Marsh nei confronti di Jon e della sua politica filo-bruti è sapientemente delineato, e permea per intero le trame descritte dal punto di vista del Lord comandante. Numerosi sono poi i riferimenti per la presenza di altri Guardiani della notte più 'conservatori' che parteggiano per Bowen, e ritengono che Snow stia svendendo la Barriera ai nemici tradizionali e vedono come fumo negli occhi il salvataggio di altri bruti da Hardome. D'altronde, nella drammatica scena dell'accoltellamento, che ricorda molto il cesaricidio, sia il primo accoltellatore sia Bowen Marsh esplicitano brevemente le loro ragioni: "It's for the Watch", dicono, "E' per i Guardiani". Quindi sul fatto che si tratti di un qualcosa di preparato e astrattamento prevedibile concordo con l'autore (cfr. il bell'articolo di Martina Frammatina su 'Fantasy magazine': http://www.fantasymagazine.it/notizie/15292/george-r-r-martin-e-le-svolte-impreviste/); d'altronde Melisandre aveva avvertito più volte Jon delle "lame nell'oscurità", ed era molto verosimile che fossero quelle dei Confratelli in nero.
Mi scuso per la lunghezza e spero di non aver tediato nessuno.
Stefano
No, momento, che la Lady di Tarth fosse morta non ne abbiamo certezza. Il capitolo si chiude con lei che implora che le venga risparmiata la vita. A meno che ci siano indicazioni chiare sulla morte della Lady in questione, direi che non sia morta.
RispondiEliminaJon Snow muore? Orly? E io che avevo capito che in realtà non si capisse se stesse morendo o fosse sopravvissuto...
E poi questa è una recensione? Mi pare più una recensione il commento di Stefano, ad essere sincero.
Se questa è una recensione o meno è tanto importante?
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