domenica 25 settembre 2011

Il mio nome è Victoria - Victoria Donda

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Analìa è una ragazza argentina, politicamente impegnata nella protezione dei diritti umani, di buona famiglia, figlia di una casalinga e di un ex militare. La sua vita è piena di impegni, tra l'università e le associazioni di cui fa parte, fino al momento in cui una notizia trasformerà un giorno normale nel giorno più brutto della sua vita.
Un giorno di rivelazioni sconcertanti che dilanieranno lei e la sua famiglia e porteranno alla nascita, dolorosa e violenta di Victoria.
E' un racconto di vita vera, una vita alla ricerca di una verità che in tanti vogliono sepolta, che la protagonista ci fa vivere senza abbellimenti e senza sovrastrutture, senza piangersi addosso e senza ricavare spettacolo dal proprio dolore. Sono tante le emozioni che rifiuta di dare in pasto al pubblico, tanti i dialoghi che rimarranno segreti tra lei e le persone coinvolte.
E' una storia triste ma nello stesso tempo raccontata in maniera quasi asettica, priva delle emozioni che si intuiscono soltanto.
E' anche la storia, a volte nascosta, altre no, di circa 500 ragazzi argentini, figli degli oltre trentamila desaparecidos della dittatura militare, a cui è stata rubata l'identità, la storia e la famiglia d'origine.
A parte il racconto principale, quello che mi ha colpito di più è il contesto storico in cui si svolge tutto, che poi ha portato alla terribile crisi argentina: un presidente incapace a tutto se non a fare il playboy, invidiato dalla maggioranza degli argentini che continuava a votarlo nonstante le accusa, provate, di corruzione sua e dei suoi collaboratori, una serie di leggi ad personam per proteggere sè stesso ed i ciriminali che lo circondavano, una modifica alla costituzione per farsi rieleggere più volte, gli scandali sessuali ecc...
Mi fa venire in mente qualcosa/qualcuno.

(Speriamo bene, ma come si dice da noi chi visse sperando morì cacando non si può dire.)

Il libro è bello, ma non una lettura leggera; ho dato solo tre palle perchè, comprendo che volutamente le emozioni sono eliminate dal contesto in modo che rimangano solo i fatti, una storia così, avrebbe potuto essere più coinvolgente, anche se mi rendo conto che non è un romanzo e che Victoria Donda non è una scrittrice.

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