lunedì 28 marzo 2011

Inside (52/54)

(se fossi una persona normale con questa settimana sarebbe finito il progetto, ma siccome volevo strafare, ce ne sono altre due - e sono a corto di idee - strano)

In my handbag (52/54):


1) Albus the iPhone;
2) cards holder;
3) currently-reading book (a very bad one);
4) usb pendrive;
5) earphones;
6) hairclip;
7) paper tissues (made off recycled paper);
8) lip gloss;
9) eyewashes for contact lens;
10) notebook & coins;
11) wallet.


Totally apart from above:
new host in da house (very very very small but oh-so-cute!)

lunedì 21 marzo 2011

giovedì 17 marzo 2011

I segreti di New York - Corrado Augias

More about I segreti di New York


Il motivo per cui adoro tanto quest'uomo è che sa trasportarmi in luoghi lontani e mai visti così bene che dopo aver chiuso il libro mi sembra di esserci stata.
E mi viene subito voglia di tornare.
Anche questo, come quelli su Londra e Roma non fa eccezione; una raccolta di personaggi che descrivono e caratterizzano il luogo dove sono vissuti e viceversa.
La storia che mi è piaciuta di più - forse perchè a me totalmente sconosciuto il protagonista (shame on me) - è stata quella su Jean-Michel Basquiat. Tragica e intensa, un figlio degli anni '80.


lunedì 14 marzo 2011

Chi si somiglia (50/54)

Domani 15 marzo inizia la vendita dei biglietti per le Olimpiadi di Londra del 2012 - io sono in tema.

domenica 13 marzo 2011

Il libraio di Kabul - Asne Seierstad

More about Il libraio di Kabul


Partiamo dal fondo: mi è piaciuto così così.
Le intenzioni erano ottime, ma lo svolgimento è medio(cre?).
La giornalista svedese Asne Seirstad ha passato un anno con la famiglia di Sultan, libraio di Kabul, vivendo con loro ogni giorno, condividendo gli spazi e le storie.
La prefazione mi aveva preso molto, ma sono rimasta perplessa dalla scelta narrativa: la giornalista infatti racconta le storie al presente, facendo finta di non essere lì, descrivendo quello che vede ed i sentimenti dei protagonisti che di volta in volta entrano in scena.
Purtroppo il libro risulta asettico: parla di situazioni difficilissime, a volte crudeli, ma il coinvolgimento è assente.
Anzi, qualche volta è così distaccata, che sembra sorvolare su quello che succede.
Tutto sommato quindi, e purtroppo, il libro si legge a dritto, senza sussulti emotivi.
Peccato, un'occasione sprecata, perchè è uno spaccato di realtà afgana importante da conoscere, ma o scegli di raccontare le storie come una giornalista o scegli di scrivere un romanzo.
Mischiare così le due cose prendendo il peggio dai due stili narrativi secondo me ha rovinato una bella intenzione.
Tre palle ma perchè io sono buona.

Leila si volta, fa quei tre passi che la separano dalla soglia, si chiude silenziosamente la porta alle spalle e se ne va. Il suo cuore infranto è rimasto lì. Presto si mescolerà alla polvere che entra turbinando dalla finestra, a quella che si nasconde nei tappeti. La sera stessa sarà lei a spazzare via tutto e gettarlo nel cortile di fuori.

lunedì 7 marzo 2011

E ora che sta per finire (49/54)

ORa che il Project 54 sta giungendo al termine, ora mi vengono in mente le idee più strambe - dopo settimane in cui ho faticato non poco.
Comunque finisca sono fiera di me.
Non ho mollato e mi ha fatto bene - ho imparato tanto. Lo sforzo di dover creare qualcosa di nuovo ogni settimana mi ha fatto cercare (ed a volte trovare) soluzioni diverse e inaspettate.
Intanto, per questa settimana:

Inside (49/54)



Blooms.


































Want.


































 Hot & Strong.

venerdì 4 marzo 2011

Sono ancora viva (48/54)

E' solo che grazie a Fastweb non ho avuto l'accesso ad internet per giorni interi. Il fatto che a lavoro mi stiano massacrando poi non ha aiutato.
Sono rimasta indietro su tutto, ma sopratutto nel mio Project 54.
Rimedio subito.

Gift (48/54)



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