domenica 12 febbraio 2012

Educazione Siberiana - Nicolai Lilin

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Ho sentito parlare di questo libro per la prima volta a "Le Invasioni Barbariche" di qualche anno fa e lo avevo messo nella lista dei libri da leggere, per poi dimenticarmene totalmente. Poi agli inizi di febbraio ho di nuovo sentito l'autore intervistato a Radio DeeJay, mi ha di nuovo incuriosito molto come personaggio e, visto il gelo di questi giorni, ho deciso di leggere il primo libro scritto da lui.
Sinceramente non è che mi sia piaciuto; innanzitutto si sente che non è scritto da un italiano e, sebbene parli la lingua correttamente, a volte ci sono errori che francamente si potevano evitare.
Probabilmente si tratta di una scelta editoriale, ma sono fissata con i congiuntivi e non sopporto di vederli sbagliati, soprattutto in un libro.
Poi mi aspettavo di più dalla storia in sè; è narrata tutta col verbo imperfetto che, dopo un po', distrae parecchio, non si entra nel momento dell'azione e il cervello (almeno il mio), inizia a divagare.
Infine, sinceramente, le violenze descritte sono troppe; non sono una di quelle che crede che queste cose non esistano, anzi. Immagino che la vita nelle carceri minorili siberiane sia un inferno, ma descrivere pagine e pagine delle violenze sessuali e dei soprusi che i carcerati sono costretti a sopportare, dopo in po', in un libro, in un romanzo, diventa pesante.
Due palle.

2 commenti:

  1. Due palle inteso come "che noia" oppure due palle come giudizio letterario...o entrambe??

    Sam

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  2. Due palle anobiane ;-) cioè, 2 palle su 5!, un giudizio letterario, ma - qui lo dico e qui lo nego - anche "che noia"....

    RispondiElimina

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