mercoledì 25 luglio 2012

Blade Runner - Oscar Pistorius

Ho pensato che alla vigilia di Londra 2012 una lettura sportiva ci stesse bene; avevo ragione.
E' una lettura che fa riflettere sulla vita, non in modo pesante o triste, ma nel senso di trovare modi alternativi nell'affrontarla.
Oscar Pistorius è un bambino nato in Sud Africa, da genitori benestanti; nasce senza tibia e con solo i primi due ditini dei piedi. I genitori invece di disperarsi iniziano una serie di consultazioni con i medici ed alla fine decidono che l'amputazione bilaterale sotto il ginocchio sia la cosa migliore da fare, prima che il bambino inizi a camminare.
Hanno ragione. Oscar impara a camminare con i moncherini, poi passa alle protesi. Sono gli anni '80, il sud Africa è in pieno fermento, Oscar e Carl, fratello maggiore di poco meno di due anni, sono due piccoli selvaggi che combinano guai a non finire, che si lanciano da tutti i posti possibili ed immaginabili, che si rompono tutte le ossa rompibili. Sono selvaggi, incoraggiati da due genitori incredibili che invece di coccolare un bambino che altri avrebbero considerato "disabile", lo incoraggiano a fare tutto quello che vuole, ad essere spericolato e libero.
E' davvero una lettura che apre il cuore ma soprattutto la mente. Gli anni del collegio, dove ha iniziato a fare sport, sono esilaranti. Inizia a giocare a tennis, poi a rugby, il suo preferito. Un placcaggio particolarmente duro gli procura un infortunio al ginocchio che lo costringe ad una riabilitazione in pista. Lì un insegnante coglie il potenziale di un ragazzino sempre sorridente ma con il cuore di dieci leoni, e da quel momento inizia la storia di uno dei miti dell'atletica mondiale.
Niente riuscirà a fermarlo, neanche le autorità sportive.
Il suo obiettivo è di fare olimpiadi e paraolpmpiadi, che non considera minori, ma solo diverse.
A Pechino sono arrivate 3 medaglie d'oro nelle seconde (se non l'avete mai fatto, vi consiglio di vedere il video della finale dei 100 metri, che nel libro viene descritta secondo per secondo, da una partenza orrenda ad un recupero leggendario).
A Londra coronerà il suo sogno. Se la quaificazione paraolimpica non è mai stata iin dubbio, quella olimpica sì; ma il 4 luglio2012 la delegazione sudafricana ha annunciato che Oscar prenderà parte ala staffetta 4x400 uomini ed ai 400 metri come singolo, con la seguente motivazione "Alle olimpiadi, non portiamo turisti"..
La storia è fatta di persone.

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