giovedì 29 agosto 2013

Slightly out of focus - Robert Capa

Più riguardo a Slightly Out of Focus

Una volta ogni cento anni nasce una persona piena di talento che è brava a far tutto.
Robert Capa - colui che ha inventato il fotoreportage di guerra, fondatore dell'Agenzia Magnum, un uomo un mito -, voleva fare lo scrittore. Era nato in Ungheria nel 1913, aveva un nome impronunciabile  e ha vissuto tutta la vita tra sbronze, guerre, amori finiti male e sempre alla ricerca di escamotage per avere i permessi di soggiorno, a volte dagli Stati Uniti, a volte dall'Inghiletrra, a volte dalla Francia. Questo libro, scritto da lui con foto da lui stesso scattate, racconta poco più di un anno della sua vita, dalla fine del 1943 all'estate del l945.
Racconta lo sbarco in Sicilia, ma soprattutto lo sbarco in Normandia, dove tra una bottiglia di gin e una partita a poker, si offre volontario per andare con la prima ondata di soldati che sbarcarono alla conquista della spiaggia normanna che poi prenderà il nome di Bloody Omaha.
Su quella spiaggia rimarrà, il 6 giugno 1944 (vi farà ritorno due giorni dopo e proseguirà seguendo gli alleati fino a Parigi, e poi nelle Ardenne e poi fino alle porte di Berlino), solo 6 ore e scatterà un totale 106 foto.
In quel tempo la rivista Life, per la quale Capa lavorava, aveva una camera oscura interna, per sviluppare le foto che i fotoreporter inviavano da tutto il mondo.
Il direttore voleva lo scoop: pubblicare le foto dello sbarco, il giorno dopo lo sbarco stesso.
Mette pressione al tecnico della camera oscura, che nella fretta alza troppo il termostato dello sviluppatore e brucia tutti i negativi tranne gli otto che erano più lontani dalla fonte di calore.
Il giorno dopo, il direttore della rivista commenterà le foto con la didascalìa "al fotografo tremavano le mani".
La reazione di Capa è di riderci sopra e scolarsi una bottiglia con i soldati che lo circondano.
Di una ironia e soprattutto autoironia assoluta, il  libro è una sequenza di episodi divertenti e grotteschi, che Capa racconta come se fossimo al bar con un bicchiere in mano. Fa ridere con una battuta e fa piangere con due parole, il tutto con una maestrìa che è raramente ho trovato.
Imperdibile, coordinato con foto che hanno fatto la storia del fotoreportage di guerra.
5 palle, ma aggiungo anche una stella.



mercoledì 21 agosto 2013

Fiori d'artista

Poi c'è questo minuscolo paesino strepitoso, in cui Claude Monet ha vissuto per lunga parte della sua vita. Se ne può visitare la casa (in cui mi trasferirei domani), ma soprattutto si può visitare il giardino giapponese. Il famoso Giardino Giapponese di Monet. Che da solo, vale davvero tutto il viaggio.


Monet's garden/3
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Monet's garden/2
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After rain
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Monet's garden
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Le moulin
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giovedì 15 agosto 2013

Reporters sans Frontières Memorial

Di fronte al Cimitero di Guerra Britannico di Bayeux, in bassa Normandia, è stato inagurato nel 2012 un memoriale dedicato a tutti i giornalisti morti dal 1944 ad oggi. E' un posto davvero magico, nella natura, il silenzio è assoluto; è formato da un passaggio in mezzo ad un bosco, al lato dei quali grandi stele bianche raccolgono, per anno di morte, i nomi dei reporters uccisi in tutto il mondo.
C'è anche il nome della nostra Maria Grazia Catuli, mentre non sono riuscita a trovare Ilaria Alpi.
Naturalmente all'entrata, prima di tutti gli altri, c'è la stele dedicata al maestro Robert Capa, colui che ha inventato il reportage di guerra, fondatore della Magnum Agency, morto giovanissimo, a causa di una mina in Indocina.
Le immagini dello sbarco in Normandia, le dobbiamo a lui.


Robert Capa Memorial - Bayeux
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Reporter sans Frontières - Bayeux
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Memorial - Reporters without Borders
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martedì 13 agosto 2013

Angoville-au-plain - 6 giugno 1944

Angoville-au-plain è un minuscolo paesino, una cinquantina di abitanti, un gruppo di casettine nella tranquilla campagna normanna e una minuscola chiesina, con il classico campanile; si trova a pochissimi kilometri da Utha Beach.
La notte precedente lo sbarco tantissimi paracadutisti della 101° aviotrasportata dell'esercito americano, atterrarono qui, per prendere le zone dietro lo sbarco e spianare la strada agli eserciti.
Nella minuscola chiesetta due medici americani, nelle 24 ore che seguirono lo sbarco, trattarono tantissimi soldati, sia alleati che tedeschi e, nonostante fosse stato loro proibito, curarono anche civili. All'interno della chiesa ancora si possono vedere le panchine di legno sporche di sangue.
Purtroppo i 54 abitanti non hanno i fondi per restaurare la chiesa, per cui all'interno si possono trovare delle cartoline da acquistare e per le quali lasciare 50 sentesimi nella cassetta per la questua - assolutamente non sorvegliata.
Hanno però trovato i fondi per rifare due delle vetrate delle finistre, dedicandole ai loro "salvatori", i paracadutisti del 506mo reggimento. La piccola piazzetta di fronte è stata ribattezzata Place Toccoa; il Camp Toccoa era un campo di addestramento in Georgia, dove i paracadutisti si addestrarono dall'estate del '42 per prepararsi all'invasione dell'Europa.

In una delle vetrate, sotto il simbolo della 101ma, la Screaming Eagle, l'aquila urlante, c'è scritto:
"Greater love has no one than this: that he lay his life for his friend"

Angoville-au-plain - Place Toccoa
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Spiagge

Quello che mi ha colpito di più della Normandia sono state le spiagge. Mi aspettavo coste selvagge e scogli pieni di vento e spazzati dal mare tempestoso, e invece mi spono ritrovata a Rimini! Enormi mezzelune di sabbia gialla, caldo e sole e mare cristallino e calmissimo. In parecchi punti si sono attrzzati per fare il bagno anche con la bassa marea; in altri i relitti della seconda guerra mondiale sono usati come lettini da spiaggia; in altri i bagnanti approfittano dell'assenza di amre per farsi lunghe passeggiate fino a fortini ai quali si potrebbe arrivare solo con la barca.


White
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New ways to use war relict
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Utah Beach
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Natural Swimming Pool (St. Malo)
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View of Cap Frehel
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Fort National and low tide
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Low tide (St. Malo)
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mercoledì 7 agosto 2013

Il turismo di massa

Confesso che prima della partenza lo avevo messo come tappa solo perchè "non si può andar lì e non vederlo".
Mi aspettavo che non mi piacesse, quasi lo speravo, per dimostrare a me stessa che non sono una turista ma una viaggiatrice, che mi piacciono le cose inusuali, non quelle che piacciono a tutti.
E invece Mont St. Michel mi ha fatto una gran pernacchia, a me e al mio snobismo radical chic.
Perchè davvero è spettacolare e davvero vale la pena di vederlo.
Perchè da lontano ha un fascino pazzesco, crea un paesaggio unico al mondo - e non ho neanche visto la marea che arriva con la velocità di un cavallo al galoppo. No, dentro non ha lo stesso fascino, anzi, è pieno di negozietti di souvenir e ristoranti ultracari ma da quattro soldi - che lo sminuiscono e basta.
Ma da lontano.... toglie il fiato.


A good choice Street to... Sunset on the Abbay St. Sunset Like a miracle Sunset from the Abbay Old Street

martedì 6 agosto 2013

Iniziamo

Da qualche parte si deve cominciare e quindi comincio dalla fine. O meglio, da quello che i romani chiamavano il finis terrae e che i francesi chiamano Finistére.
E' una parte bellissima della Bretagna, quella più a ovest, che se cadi in acqua arrivi in Canada, più o meno.
Il non-racconto inizia da una giornata calda e soleggiata, dove un gabbiano e uno scemo rovinano le foto, dove un gruppo di pazzi parte da giù-giù per arrivare su-su.
Dove la luna gioca con i fari  che le rubano il ruolo di protagonista della notte.



Photobombed / 1
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photobombed / 2
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Roman called it "finis terrae"
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Iwon'tlookdown
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Getting ready
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lunedì 5 agosto 2013

Band of Brothers - Stephen E. Ambrose

Più riguardo a Band of brothers E' difficile rimanere obiettivi nel giudicare un libro come questo; è difficle farlo dopo aver visto la bellissima serie TV del 2001 (di Spielberg e Tom Hanks); ma soprattutto è difficile farlo dopo aver visto dove questi uomini hanno combattuto, dove sono stati feriti, dove tanti sono morti. Sembra quasi di conoscerli di persona, dopo aver visto sia i loro alter ego televisivi, che le loro vere facce.
Ho passato tanti mesi con loro, godendomi la visione e la lettura, mi sono commossa davanti alle loro tombe, alle loro parole, ai loro gesti eroici.
Gli uomini della Easy Company, i paracadutisti d'assalto del 506° Reggimento, 101ma Divisione aviotrasportata.
Le Screaming Eagles, le Aquile Urlanti, che da Utah Beach il D-Day, combatterono in Olanda, nelle terribili Ardenne, fino ad arrivare all'Eagle Nest, l'ultima roccaforte di Hitler, nelle Alpi.
E' una lettura appassionante e assolutamente propedeutica alla preparazione di un viaggio in Normandia. Una lettura che deve essere fatta quando si è pronti a farlo, maturi per capire e desiderosi di conoscere gli uomini che lasciarono la loro patria a vent'anni per salvare l'Europa dei loro avi.
Ragazzi che in un mese diventarono uomini, che non tornarono più a casa o che vi fecero rientro cambiati per sempre.
Uomini straordinari, che vale davvero la pena conoscere.
Grazie al Maggiore Richard "Dick" Winters, che è morto nel 2011, dopo una vita piena e pacifica, morto prima che lo potessi "conoscere".
Currahee!!!

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