venerdì 6 marzo 2015

Letters to a Young Gymnast - Nadia Comaneci

Adoro leggere le autobiografie di sportivi; lo sport mi piace molto e chi ne fa una professione ha la mia ammirazione incondizionata. Nadia Comaneci è stata forse la più grande ginnasta di tutti i tempi, di certo la prima a mostrare al mondo la perfezione, alle Olimpiadi del 1976, prendendo per ben 7 volte un 10 come punteggio.
Della sua vita avevo informazioni sommarie, sapevo della fuga all'Ovest, mi ricordavo vagamente di una donna molto diversa dalla ragazzina che vinse medaglie d'oro, truccatissima e con grandi spalline che facevano molto anni '80.
Con questa autobiografia ho finalmente avuto modo di ascoltare la voce di Nadia e di scoprire una donna determinatissima che racconta di una infanzia felice, passata tra le parallele asimmetriche e le risatine notturne con le sua compagne di squadra. Ho letto della sua totale inconsapevolezza della perfezione dei suoi esercizi, della mancanza di autocompiacimento per le vittorie storiche e delle difficoltà che viveva nel suo paese, la Romania di Ceaucescu, nel quale era sorvegliata a vista e trattata come una poveraccia qualunque.
E' un libro molto interessante che si legge velocemente - forse anche troppo. Sorvola su alcuni punti controversi della sua vita, ma chiarisce tanti equivolci che sono dati per scontati da tanti (anche da me), come il suo fidanzamento con il figlio del dittatore, che lei conosceva appena.
Quattro palle.

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