mercoledì 24 febbraio 2016

Io ci sono - Lucia Annibali

Compra Io ci sono Lo dico subito, mi è piaciuto molto.
Come mi piacciono, ultimamente, tutte le storie vere e meno i romanzi.
Ma la storia di Lucia è davvero particolare, perchè lei è una donna fuori dal comune.
Inizia con una storia d'amore (da parte sua) e di possesso (da parte dell'altro); prosegue come una storia di ossessione fino a quando un uomo rifiutato decide di fare la cosa più oscena che esista al mondo: cancellare la donna che l'ha insultato, lavare via l'insulto con l'acido.
Ed essendo il vigliacco che è, non lo fa personalmente, ma paga due sicari per farlo, i quali per 2 mila euro (sì, due mila euro) cancellano la faccia a Lucia con un acido.
Una sera, metre sta tornando a casa dalla palestra, Lucia apre la porta di casa e, come in una sequenza di un film dell'orrore,  si trova davanti un uomo incappucciato che le tira una bottiglia di liquido addosso.
Lucia capisce subito di cosa si tratti, inizia a gridare, i vicini accorrono.
Capisce anche chi sia il mandante.
Da lì in avanti, la persona che avrebbe dovuto essere cancellata, si trasforma, da donna impaurita diventa una persona forte, consapevole di sè e dell'amore che ha intorno e attraverso il dolore fisico (terribile) e le mille operazioni per salvare la vista, rinasce come una fenice dalle sue ceneri, più bella, più coraggiosa, più forte.
E così, invece che cadere nell'oblìo come avrebbe voluto il suo assassino, Lucia diventa una luce splendente, un sole che illumina la sua vita e quella di coloro che la amano.
E' un libro molto intenso, Lucia mi è stata simpatica da subito, ma soprattutto ho iniziato a nutrire per lei un'ammirazione sconfinata.
E' una di quelle persone che vorrei come migliore amica.
Brava Lucia, bellissimo libro.
Buona vita.

domenica 7 febbraio 2016

Peso - Liz Moore



Pare che Il Peso di Liz Moore sia il libro del momento e ho voluto leggerlo per tenermi al passo coi tempi.
E' la storia, quasi epostolare, di Arthur e Charlene, professore e studentessa, le cui vite si incrociano brevemente nei sei mesi durante i quali Charlene frequenta il college dove Arthur insegna.
Per motivi di famiglia Charlene è costretta ad abbandonare il college, ma rimane in contatto con Arthur tramite lettere, scritte a mano ed imbucate nella cassetta della posta (anche se siamo nell'epoca di email e sms).
I due si scrivono per anni, senza mai però confidarsi reciprocamente quello che accade davvero nelle rispettive vite.
Vite che si fanno sempre più difficili e solitarie, lettere che si fanno sempre più rare, fino ad interrompersi del tutto.
Solo dopo parecchi anni Charlene si rifarà viva con una telefonata che lascerà Arthur di stucco e che lo costringerà a fare i conti con quello che non è accaduto nella propria vita.
L'ho trovato un libro profondamente triste, molto "americano" per certi versi, con problemi sociali che al di là dell'Atlantico si fanno sempre più gravi.
Si sente però un retrogusto di speranza, l'eco di qualcosa di buono che sta per succedere.
Per tutto il libro ho sperato che succedesse, ma in realtà il racconto è un lungo prologo e finisce nel momento in cui inizia la storia vera, che è lasciata all'immaginazione del lettore.
Mi è piaciuto? Ancora non so dirlo, è uno di quei libri sui quali bisogna riflettere prima di rispondere.
Di certo si legge bene, scorre benissimo e le voci dei protagonisti sono delineate e profondamente diverse tra loro, anche nella punteggiatura.
Il  mio consiglio è di leggerlo, cercando di prenderlo come una metafora della solitudine che forse ci auto imponiamo oggi.
3 palle.

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