lunedì 17 ottobre 2016

Tutta la luce che non vediamo - Anthony Doerr


Da quanto tempo non lggevo un libro così, da quanto tempo? Da tanto, tantissimo, troppo.
"Tutta la luce che non vediamo" di A. Doerr ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa e se lo è meritato tutto. 
E' un libro che ti trasporta in un tempo che non c'è più, direttamente nella stanza dei protagonisti, due bambini in tempo di guerra.
Due orfani dai destini molto diversi, lontani nei luoghi e nel vissuto che miracolosamente si incontraranno un solo minuto per cambiare la vita, l'uno dell'altra.
E' un racconto che mi ha tenuta sveglia fino a tarda notte e mi ha fatto piangere di dolore e sobbalzare di spavento.
E' uno di quei libri che dopo averlo letto ti senti migliore, perchè si può fare ancora qualcosa per migliorare la propria vita e per viverla in maniera dignitosa.
5 meritatissime palle.

lunedì 10 ottobre 2016

Io prima di te - Jojo Moyes

Volevo assolutamente leggere il libro prima di vedere il film.
"Io prima di te" di Jojo Moyes è scritto per far piangere, per strappare le viscere e, in ultimo, per far pensare.
Non è niente di nuovo, credetemi; di storie così ne avrete lette a decine.
Lui, triste e malato, lei bellissima e completamente pazza, che viene pagata dalla madre di lui per tirarlo su di morale.
Chiaramente si innamorano.
Lui ex manager aggressivo e bellissimo, pieno di vita e di donne costretto su una sedia a rotelle da un incidente stradale.
E lei, ragazza dei sobborghi londinesi con pochissimi soldi e un fidanzato che non la valorizza abbastanza.
Non vi dico altro, anche perchè vi immaginerete già il resto.
Eppure, nonostante la banalità, il libro mi è piaciuto e mi ha fatto riflettere.
L'argomento è difficile, spinoso e di quegli argomenti sui quali si dovrebbe sempre tacere per rispetto a chi, in quella situaizone, si trova davvero.
Capire le scelte degli altri senza essere nei loro panni è difficile, quanto è facile sparare sentenze e dire "io avrei fatto questo".
Da leggere, per ricordarci di esistere.
Quattro palle.

mercoledì 5 ottobre 2016

Harry Potter e la Maledizione dell'Erede - J.K. Rowling

Confesso: non ho resistito e l'ho letto mesi fa, quando è uscito in inglese.
Sono una potteriana della prima ora, ho atteso con ansia l'uscita di tutti i libri, presentandomi in libreria a mezzaotte e zero uno pur di non rimandare al giorno successivo la lettura.
E così ho fatto anche per questo.

Leggendo Harry Potter e la Maledizione dell'Erede si devono tenere in mente due cose:
1) gli autori sono tre, non c'è solo la magica Rowling e
2) è il testo della commedia (divisa in due parti) che gli autori hanno scritto per un teatro londinese e che se volete vedere sarà meglio che vi armiate di pazienza perchè
a) è divisa in due parti (e quindi due serate a teatro) e
b) è esaurita fino al 2025.

Tornando al libro.
Chiaramente essendo il testo di una commedia, è fatto sostanzialmente di dialoghi; ci sono le descrizioni delle scene, ma non aspettatevi la magia dei libri, perchè non c'è.
In questo caso, lo sforzo magico deve essere fatto dal lettore.
Non ci sono preparazioni, non ci sono ambientazioni, non c'è niente di niente.
Botta e risposta.
Lo sforzo deve essere grande, se si vuole apprezzare anche l'ottavo libro della saga.
Questa volta è il lettore che deve fare l'80% del lavoro, deve essere un partecipante attivo e con l'immaginazione deve riempire l'enorme vuoto che c'è.
Mi è piaciuto? Sì, Avrei preferito fosse un libro vero e proprio, anchzichè latrascrizoine dello script teatrale? Sì,
Ciononostante, lìho letto in un pomeriggio e lo rileggerei ancora.
E' un libro complesso, molto più dei precedenti, la trama è talvolta difficile da seguire, non oso immaginare come sia la commedia a teatro.
Harry Potter e i suio amici sono cresciuti, adesso i protagonisti sono i figli.
E a mio parere non deludono le aspettative. Sono piccoli maghi molto "babbani" alle prese con i problemi di oggi, con il confronto con un padre famoso e amato.
I potteriani non se lo perderanno, ma non a tutti piacerà.
5 palle. 

domenica 2 ottobre 2016

Scrivere è un mestiere pericoloso - Alice Basso

Grazie a un'amica ho conosciuto Alice Basso, una scrittrice italiana con una penna straordinaria.
La protagonista dei suoi libri è Vani Sarca, una ghostwriter di Torino intelligentissima, coltissima e super sarcastica, sempre alle prese con lo stipendio troppo piccolo e i sogni troppo grandi.
Si trova coinvolta, suo malgrado, in casi di cronaca che richiedono tutto il suo intuito e il suo coraggio e lei ci si butta dentro con un enorme senso dell'umorismo.
Se vi piaccioni i gialli "nostrani", tutti mistero e risate, adorerete i libri di Alice Basso.
Sono scorrevoli e i racconti mai prevedibili.
La trama è ben costruita e la sorpresa finale non manca mai.
Dopo il primo "scrivere è un mestiere pericolos", mi sono fumata anche il secondo "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome".
Li consiglio entrambi caldamente, vi assicuro che desidererete che Alice Basso ne avesse scritti altri 20.
Quattro palle per entrambi (quindi otto palle).

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